Progettazione e Architettura

All'Ostiense un ponte made in Rome. Ingegneria locale per il nuovo cavalcaferrovia

Paola Pierotti

Taglio del nastro per il cavalcaferrovia romano che unisce via Ostiense con Circonvallazione Ostiense. Si tratta di un ponte ad arco, bianco, in acciaio, realizzato per unire due quartieri storici della capitale, progettato dalla società di ingegneria Solidus e realizzato da Cimolai. L'opera si estende su una lunghezza di 500 metri ed è costata 15 milioni di euro.

Taglio del nastro per il cavalcaferrovia romano che unisce via e circonvallazione Ostiense. Si tratta di un ponte ad arco, bianco, in acciaio, realizzato per unire due quartieri storici della capitale, progettato dalla società di ingegneria Solidus e realizzato da Cimolai. L'opera si estende su una lunghezza di 500 metri ed è costata 15 milioni di euro.

La previsione di questo corridoio per il traffico veicolare e pedonale risale al 2003, il progetto preliminare (firmato da Luca Braguglia) è stato approvato nel 2007 ed è stato vinto con gara pubblica nel 2009 da Solidus, guidata dall'ingegnere Francesco Del Tosto. Tre anni di lavori e il ponte è pronto.

La società Solidus ha la propria sede proprio a pochi passi dalla nuova infrastruttura, conta una ventina di collaboratori e ha un fatturato dell'ordine dei 2.5 milioni di euro. Una società che per anni ha investito nella ricerca (ottenendo anche un brevetto come quello di Sealid per la realizzazione di piattaforme modulari galleggianti) e che oggi scommette il successo del suo futuro guardando oltre confine (dalla Romania a Baku, dal Caucaso all'Africa).

Il ponte della Garbatella è l'ultima opera di Solidus. E' caratterizzato da un arco reticolare di colore bianco con tre appoggi. Il ponte è asimmetrico e consentirà il transito delle automobili, di ciclisti e pedoni. «L'architettura del nuovo ponte, con i suoi 160 metri di sviluppo longitudinale - spiegano gli ingegneri - e luce centrale sospesa di 126 metri, disegna il suo complicato arco di tubi bianchi staccando una freccia di 42 metri sul binario della ferrovia sottostante» integrandosi nel panorama delle archeologie industriali del quartiere. Il nuovo cavalcavia confina infatti con gli ex mercati generali (dove è in cantiere il progetto di Rem Koolhaas per la cosiddetta Città dei Giovani), i vecchi gasometri, la centrale Montemartini trasformata in museo comunale.

Il concept è frutto di una rielaborazione del preliminare. «Si discosta dall'infrastruttura prevista nel progetto a base di gara - dicono gli ingegneri - prevedendo un miglior comportamento statico della struttura, ottimizzando i tempi di realizzazione, attraverso un sistema di prefabbricazione dei componenti in acciaio in officina e di montaggio degli elementi assemblati in opera». Nel progetto definitivo Solidus ha alleggerito i pesi strutturali del ponte: ha sostituito il grande arco previsto inizialmente con un ponte ad arco con un doppio impalcato, sospeso mediante funi in acciaio. L'arco appoggia su due pile sul lato di via Ostiense e su una pila sul fronte opposto.

Il design della struttura reticolare è stato reso possibile grazie alla tecnica di elaborazione grafica. «L'elemento tridimensionale - spiega Del Tosto - è figlio dei nuovi software, era impensabile trent'anni fa elaborare una scultura di questo tipo. I tempi della progettazione si sono allungati: è necessario per arrivare in cantiere con i disegni perfetti».

Particolare attenzione è stata dedicata anche all'illuminazione, progettata da Francesco Bianchi.

Solidus. La società è nata nel 2011 ed è fondata da Francesco Del Tosto e Romano Tucci. Una partnership che coniuga la capacità di ricerca e innovazione del primo con il bagaglio tecnico e organizzativo di Tucci, accumulato nel corso dei trent'anni di attività presso lo studio di Morandi.

Solidus opera principalmente nel settore delle infrastrutture (ponti, viadotti, porti, piattaforme marittime) e oltre al ponte della Garbatella ha realizzato un ponte provvisorio sul fiume Po, galleggiante, destinato a collegare la sponda emiliana e quella lombarda sulla via Emilia. Sta realizzando un viadotto sull'Aniene a Ponte Lucano, poco lontano da Tivoli, e ha costruito un ponte strallato sull'Aurelia a Polidoro e un pontile petrolchimico ad Augusta in Sicilia.

Tra i lavori di Solidus all'estero anche il controllo e la verifica della conformità di una piattaforma petrolifera in Nigeria e la verifica di alcuni progetti di ponti elaborati da studi asiatici da realizzare sul Danubio. Tra i mercati stranieri di maggior interesse ci sono gli Emirati Arabi, il Ciad, Azerbaijan e la Cina. «Non c'è una ricetta per entrare in questi mercati - commenta Del Tosto - bisogna provare e riprovare, stringere contatti con i locali, non tanto con le istituzioni ma con chi fa da mediazione con chi opera sul territorio. Ogni settimana riceviamo mail per attivare possibili contatti, valutiamo, esploriamo, consideriamo se ci sono reali occasioni. A volte funziona. Bisogna imparare a commercializzare i servizi che forniamo».


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