Progettazione e Architettura

Archistar bocciate al test dell'efficienza energetica

Maria Chiara Voci

È lunga la lista dei bocciati nell'ultima analisi effettuata da Legambiente sulla qualità energetica del patrimonio edilizio italiano. Un rapporto, dal titolo "Tutti in classe A", giunto alla seconda edizione, che parte dal concreto, visto che i tecnici dell'associazione ambientalista hanno raccolto i dati sulla base di termografie realizzate su 200 immobili in 21 città d'Italia. Non solo vecchi edifici, realizzati da anni, quando ancora si prestava poca attenzione al costruire secondo criteri di sostenibilità.

Le case del villaggio olimpico di Torino in via Pio VII, realizzate per i Giochi invernali del 2006; la sede della Regione Molise in contrada Colle delle Alpi a Campobasso, che risale al 2004; un edificio in via Canova a Firenze, costruito nel 2010 e pubblicizzato come in classe A, ma che in realtà presenta ponti termici di travi e pilastri portanti. Ma anche i fabbricati realizzati da Massimiliano Fuksas nel 2005 a Milano, nell'ambito del Pru delle ed Officine Meccaniche di via Leoni; il quartiere Pista di Alessandria, che ha visto la luce fra 1995 e 2002 su progetto di Leon Krier; il quartiere Bicocca, di nuovo a Milano, firmato nel 1998 dallo studio Gregotti Associati.

E' lunga la lista dei bocciati nell'ultima analisi effettuata da Legambiente sulla qualità energetica del patrimonio edilizio italiano. Un rapporto, dal titolo "Tutti in classe A", giunto alla seconda edizione, che parte dal concreto, visto che i tecnici dell'associazione ambientalista hanno raccolto i dati sulla base di termografie realizzate su 200 immobili in 21 città d'Italia. Non solo vecchi edifici, realizzati da anni, quando ancora si prestava poca attenzione al costruire secondo criteri di sostenibilità. Ma anche immobili nuovi e nuovissimi, che dovrebbero tener conto della direzione indicata dalla Direttiva Europea del 2000 sull'abbattimento di sprechi e consumi e che, invece, evidenziano gravi problemi di isolamento, nonostante i progetti dichiarino alte performance di sostenibilità energetica.

«Proprio l'edilizia - spiega Edoardo Zanchini, vice-presidente di Legambiente - è responsabile di una grossa fetta dei consumi energetici italiani e delle emissioni di gas serra. Tra il 2000 e il 2010, il fabbisogno degli immobili è cresciuto più che in altri settori, fino a rappresentare il 53% degli usi elettrici e il 35% di quelli energetici totali. Segno che anche negli ultimi anni si è costruito senza investire nella qualità energetica, spesso pressati dalla necessità di tener dietro ai tempi rapidi imposti, prima della crisi, dal boom immobiliare. Un problema culturale, che non salva neppure le archistar. Anzi, a volte risultano più attenti i giovani architetti, più formati nell'orientare i propri progetti alla sostenibilità».

Sul banco degli imputati di Legambiente ci sono anche le istituzioni. Innanzitutto lo Stato, perchè il sistema della certificazione energetica non prevede un'analisi reale delle performance degli edifici («mentre sarebbe utile svolgere le termografie per capire dove ci sono dispersioni»). E le Regioni, che nella maggior parte dei casi non hanno varato a livello locale sistemi efficienti per il rilascio degli Ace e che, soprattutto, non effettuano i dovuti controlli su progetti e certificati. Solo quattro governi locali si salvano nelle pagelle del rapporto: la Provincia di Bolzano, che è quella che maggiormente investe per la qualità nell'edilizia, seguita da quella di Trento, dalla Lombardia e dal Piemonte.

«Scegliere di investire sull'abbattimento dei consumi e l'aumento delle fonti rinnovabili - prosegue Zanchini - é la migliore risposta alla crisi economica e per rilanciare il settore delle costruzioni oltre che una battaglia nell'interesse dei cittadini, che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero. Anche perchè casi in positivo sono già realtà. Chi vive nel kondominium Rosenbach di Bolzano, negli immobili in via cittadella a Firenze, in via lumignacco a Udine o in località
Fontana a Perugia, edifici classe a e ben costruiti e meglio termicamente isolati, arrivano a pagare fino a 2mila euro in meno all'anno di spesa energetica rispetto a chi abita in una casa generica di classe G».

Le conclusioni dei tecnici di Legambiente, che danno anche indicazioni su come è possibile riqualificare il patrimonio immobiliare, saranno presentate nel dettaglio a Perugia, in occasione del Festarch, il Festival di Architettura che inaugura domani, 7 giugno 2012.


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