Progettazione e Architettura

Lezione Bilbao: marketing e cantieri grazie ad una società creata ad hoc

Paola Pierotti

La qualità degli spazi aperti, l'efficiente trasporto pubblico, con un tram che corre su un prato verde e con la doppia linea del metró che collega tutta la città fino al mare (sviluppata longitudinalmente in virtù della particolare orografia), la riconversione di spazi che hanno perso la loro primaria funzione, e, ancora, il recuperato rapporto con l'acqua del fiume. Sono questi i tre elementi del dna della nuova Bilbao.

Il Museo Gugghenheim a Bilbao è un successo indiscusso: la scultura di Frank Gehry, già arrivata al suo 15esimo anno di età, con le sue 33mila scaglie di titanio ha conquistato visitatori da tutto il mondo. In un solo anno l'operazione (costata meno del Museo Maxxi di Zaha Hadid a Roma) si era ripagata. Ma la vera forza della città basca non sta in un questo landmark, quanto nella capacità strategica di politici e urban planner di convertire una città soffocata da acciaierie e container del porto fluviale e industriale, in una città con una nuova vocazione, turistica e culturale e misura d'uomo.

Bilbao è l'unica città spagnola con un Pil positivo in questo periodo di recessione. «Solo il 6% dell'indotto e delle tasse torna al Governo centrale – spiega Juan Álvaro Alayo Azcarate, Development Planning Director per la società Bilbao Ria 2000 che dal 1993 gestisce le relazioni tra il potere centrale spagnolo e le autorità locali basche per realizzare i grandi progetti di riqualificazione urbana –. Il resto viene riusato e reinvestito per la città».

Grazie a investimenti mirati, alla stabilità politica (in 20 anni si sono alternati solo tre sindaci) e a un preciso disegno strategico urbano, Bilbao è quella che si può vedere oggi.
L'architetto di Bilbao Ria 2000 spiega che dal 1987, quando è stato redatto il piano generale di rivitalizzazione dello spazio urbano della città, poi esteso a un'area più vasta (sempre a ridosso del fiume), l'intento del pubblico si è focalizzato sull'individuazione delle potenziali aree dismesse, pianificando una ricostruzione totale e programmando la promozione di attività sviluppabili dal pubblico e dal privato. Parallelamente, si è lavorato sul tema dell'accessibilità esterna e della mobilità interna: il porto è stato ampliato; dal 1995 funzionava la nuova metropolitana (di Foster+Partners) che collega l'intera valle; è stato costruito un nuovo aeroporto (di Santiago Calatrava); è stato realizzato un ottimo sistema tramviario.

Lavorando simultaneamente su questi due temi, ragionando in termini di costi e benefici, si è ricostruita una città misurata (senza operazioni di speculazione) e una città verde (nulla a che vedere la città grigia che era Bilbao fino agli anni Settanta). La bonifica è stato il primo step, finanziata soprattutto dal pubblico; la zona industriale non è stata cancellata ma razionalizzata e spostata; il fiume è stato valorizzato come una vera e propria infrastruttura.

La nuova Bilbao è nata ufficialmente nel 1991 con la creazione dell'associazione Bilbao Metropoli 30, per volontà del sindaco della città, della Provincia e del Governo basco con 30 soci, tutti impegnati a rilanciare la città. Bilbao Ria 2000 è invece una società pubblica, con 20 persone e la mission di rivitalizzazione le aree lungo il fiume. Un po' come l'Olympic delivery authority (Oda) che a Londra ha lo specifico obiettivo di occuparsi dello sviluppo del sito per le Olimpiadi del 2012 e della sua "eredità".

Per Bilbao ci sono altri nuovi progetti. Uno di Zaha Hadid, per rimodellare la penisola di Zorrozaurre con residenze di lusso. Progetti però che vanno a rilento perché oggi la nuova Bilbao è ormai fatta. Anno dopo anno si aggiungono nuove architetture ma sostanzialmente la rigenerazione è ultimata; e se non quadra il bilancio costi-benefici, non si procede.

Nuove architetture. Oltre a Gehry hanno lavorato a Bilbao altre star come Santiago Calatrava che ha disegnato il ponte Zubizuri e il nuovo aeroporto. Arata Isozaki ha firmato due torri residenziali e Cesar Pelli ha da poco ultimato una torre, Iberdrola , alta 165 metri che ha cambiato lo skyline della città basca. Tra le operazioni più interessanti anche l'Alhóndiga , si tratta di un progetto di Philippe Starck e Ricardo Bastida che hanno riconvertito una cantina di inizio Novecento in uno spazio per la cultura e il tempo libero. A pochi massi dal ponte Zubizuri e di fronte alle torri di Isozaki si trova il Metropolitan . Tra gli architetti presenti anche Alvaro Siza e Rafael Moneo, quest'ultimo progettista della nuova biblioteca universitari. Tra i protagonisti anche Coll Barreu che nel 2007 ha realizzato l'Osakidetza Headquarter (con una facciata che ricorda la vetrina del negozio Citroën di Parigi su Champs-Elysées).

Tre linee d'azione.
La qualità degli spazi aperti, l'efficiente trasporto pubblico, con un tram che corre su un prato verde e con la doppia linea del metró che collega tutta la città fino al mare (sviluppata longitudinalmente in virtù della particolare orografia), la riconversione di spazi che hanno perso la loro primaria funzione, e, ancora, il recuperato rapporto con l'acqua del fiume. Sono questi i tre elementi del dna della nuova Bilbao.

Tra le operazioni di chirurgia urbana più interessanti, camminando soprattutto nella zona di Abandoibarra, c'è il superamento dei diversi livelli di quota, attraverso rampe, scalinate e ascensori urbani. Se gran parte dell'area industriale dismessa affacciata sul fiume è stata riconvertita in città moderna, c'è un progetto simbolo della riconversione che è quello di una cantina del primo Novecento trasformata da Philippe Starck in uno spazio per la cultura e il tempo libero. La facciata è stata mantenuta com'era ma l'interno è stato svuotato e ricostruito con giganti volumi rivestiti in laterizio, sospesi e sorretti da colonne disegnate e colorate.


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