Progettazione e Architettura

Comunicare l'architettura è un lavoro. Ma non scambiate il mezzo con il fine

Paola Pierotti

A Milano The Vortex insegna agli architetti come si può trarre profitto da un buon mix di comunicazione e pubblicità: servono contenuti, bisogna saperli presentare e riuscire a venderli.

«Architetti, non scambiate i ‘mi piace' su Facebook e la quantità di followers su Twitter per il prodotto del vostro lavoro. I social network sono i moderni mezzi comunicazione utili per il vostro business, ma non sono il fine». Dice così Nicola Mauri, socio di The Vortex, società di formazione nata a febbraio su iniziativa di Mauri, Andrea Boscaro e Ugo Benini, docente del nuovo corso promosso dall'Ordine degli Architetti di Milano «Dal like al buy. Marketing e comunicazione per architetti dell'era digitale ». A Milano The Vortex insegna agli architetti come si può trarre profitto da un buon mix di comunicazione e pubblicità: servono contenuti, bisogna saperli presentare e riuscire a venderli.

Mauri è schietto: «se confezioni un buon pacco ma dentro non c'è niente, l'operazione avrà un respiro corto. Con il digitale il confine tra comunicazione, marketing e business è diventato più labile e proprio grazie a internet – dice Mauri - è più facile scoprire se il pacco è vuoto». Ecco allora perché la comunicazione va gestita con metodo.

L'aumento di Like su Facebook non paga lo stipendio, ma se gli Amici diventano clienti il gioco si fa più interessante. Il passaggio non è scontato ma secondo i tecnici si può lavorare per ottenere dei risultati in questo senso. «Agli architetti, come ad altri professionisti – dice Mauri – non basta più essere presenti sulle Pagine Gialle, chiunque usa Internet prima di approcciare un professionista si documenta e lo valuta in base a quello che trova sulla rete. Il non esserci è già una forma di comunicazione».

The Vortex lavora con tanti mondi diversi, mette insieme le competenze di chi ha lavorato nella pubblicità, nei media, nell'e-commerce con l'intento di facilitare l'aggiornamento di un mondo che cambia velocemente.

Il corso promosso a Milano (in programma nei mesi di giugno e luglio) affronta il tema del digitale come ‘merito' e come ‘metodo'. Si potranno conoscere tutte le opportunità offerte dai social network e dalla geolocalizzazione mobile, con evidenti ricadure sugli strumenti tradizionali della comunicazione. «Si può dialogare in modo nuovo con i clienti, tanto per cominciare». In relazione al metodo il tema affrontato è quello della reputazione personale. «Il digitale offre la possibilità di diffondere informazioni nei pc di chiunque – dice Mauri – è fondamentale curare la propria reputazione e quella della propria azienda, a maggior ragione come spesso accade per gli architetti, i cui nomi spesso coincidono».

Blog, siti internet, App possono effettivamente crerare occasioni di lavoro? «Un effetto di notorietà lo generano sicuramente. Oggi farsi trovare su Google è un'esigenza. Per questo è necessario organizzarsi e saper creare un proprio piano di marketing, non casuale».

Per Mauri ogni studio di architettura, piccolo o grande, «deve avere un sito web, posizionato su un motore di ricerca. E visto che l'estetica è parte integrante del lavoro degli architetti è necessaria una particolare attenzione alla grafica. Inutile avere cura dell'arredamento dello studio e non curarsi di come si presenta il proprio curriculum sul sito web. E ancora – spiega - inutile avere un bel negozio in una via dove non passa nessuno».

La formula magica non esiste. «I social network sono un potente strumento di comunicazione ma non risolvono tutti i problemi, sono utili strumenti per curare i clienti più che per trovarne di nuovi» dice Mauri.

Il corso promosso dall'Ordine di Milano nasce con l'obiettivo di comprendere e analizzare i più attuali strumenti di marketing a disposizione della libera professione, nell'era digitale: dal cambiamento dei media e del modello di business al web marketing, dall'ufficio stampa tradizionale alla strutturazione e gestione del proprio sito web, ma non solo. «Si imparerà a utilizzare i social network e i blog per costruire una e-reputation coerente e utile per lo sviluppo della professione».


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