Progettazione e Architettura

Il Tecnopolo di Gmp a Bologna costa 200 milioni, ma la Regione ne ha solo 27

Paola Pierotti

I tedeschi dello studio GMP von Gerkan Marg und Partner di Amburgo hanno vinto la gara con 93,08 punti. Gli altri gruppi in gara hanno superato tutti i 70 punti. Gli olandesi di Oma si sono classificati al secondo posto con 89,48 punti, gli spagnoli Mbm terzi con 83,10 punti. Al vincitore un premio di 440mila euro.

Rigenerare la Manifattura Tabacchi di Bologna costa 200 milioni: si parte con i 27 accantonati dalla Regione Emilia Romagna e si conta sui contributi di alcuni poli di ricerca, come l'Istituto Rizzoli che ha già stanziato 7,5 milioni. La copertura finanziaria totale dell'operazione sviluppata da Finanziaria Bologna Metropolitana (società in house della Regione) resta un'incognita ma intanto la Regione si è portata a casa il progetto, scelto con un concorso di progettazione internazionale e vinto dalla cordata guidata dai tedeschi Gmp-Von Gerkan und Partner (pagato con un premio di 440mila euro).

Al secondo posto si è classificato il gruppo guidato da Oma (Rem Koolhaas), al terzo quello degli spagnoli Mbm Arquitectes (Oriol Bohigas).

«Le prime risorse sono una garanzia per almeno una decina di centri di ricerca, come l'Enea, solo per fare un esempio – spiega l'assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli –, centri che riusciranno a insediarsi, comprando o affittando gli spazi, rigenerando rapidamente parti consistenti dell'immobile dell'ex Manifattura Tabacchi». L'obiettivo della giunta Errani (impegnata oggi nell'emergenza terremoto) è quello di aprire il cantiere dell'ex Manifattura già la prossima primavera «e rendere concreta gran parte della strategia operativa – ha detto Muzzarelli – entro il 2015».

Dopo le verifiche, si conoscerà il progetto di riconversione della struttura progettata da Pierluigi Nervi, 130mila mq di superficie, gran parte vincolata. Secondo le prime anticipazioni la giuria ha scelto una soluzione «conservativa» che mantiene gran parte della struttura ma interviene in modo significativo su funzioni e impianti. Si realizza un solo landmark in acciaio e vetro: una torre alta meno di 50 metri che guarda la tangenziale.

Nel nuovo Tecnopolo andranno uffici e laboratori di ricerca, ma anche un pol congressi, ristorante, spazi connettivi e gallerie per la città. Tra gli studi italiani in gara c'erano Fuksas, i genovesi 5+1AA, i milanesi Citterio-Viel, con Wilkinson Eyre Architects c'era Zoppini, con Oma Politecnica e Sts e ancora con Kuma Cooprogetti e Ricci Spaini.

I vincitori del concorso. Gmp Von Gerkan und Partner per la progettazione architettonica, gli ingegneri tedeschi di Sobek per le strutture, lo studio Ti di Rimini per gli impianti (già collaboratori di Gmp per il polo fieristico), i milanesi di Land per il verde. E ancora Marco Baccanti consulente per il layout funzionale (con esperienza internazionale sui parchi scientifici), Edoardo Preger (ex sindaco di Cesena) per la parte urbanistica, Guido Carli, responsabile della sicurezza e Aldo Antoniazzi geologo e Clemens Kusch, coordinatore della progettazione.
È questo il gruppo che ha vinto la maxigara di progettazione indetta dalla Regione Emilia Romagna aggiudicandosi i 430mila euro di primo premio. È uno dei più importanti concorsi di architettura indetti in Italia negli ultimi anni.

Il progetto sarà svelato nei prossimi giorni ma già è evidente il dna della soluzione vincitrice. Gmp ha partecipato alla competizione forte della realizzazione di alcuni edifici come il centro congressi di Worms (2011), l'ampliamento della sede Kpm a Berlino (2003) e lo stadio di Berlino (2006).

«Il nostro progetto – spiega Clemens Kusch che con il suo studio veneziano coordina le relazioni tra lo studio Gmp e i committenti italiani, da Verona ad Arezzo, da Rimini a Berlino dove l'architetto vicentino Stella ricostruirà un castello in stile barocco – è stata impostata cercando di soddisfare le esigenze funzionali e di accessibilità. Abbiamo conservato gran parte degli edifici esistenti, anche quelli di cui non era vincolante la conservazione, così da permettere una facile lettura della struttura originaria progettata da Pierluigi Nervi».

La parte ex novo del progetto sarà una torre, alta meno di 50 metri, che diventerà l'elemento visibile dalla tangenziale e caratterizzerà il nuovo quartiere. Anche la ciminiera esistente continuerà a essere visibile da lontano e resterà un segnale dell'archeologia industriale.

Gmp ha battuto gli altri otto gruppi in gara, tutti con curriculum di altissimo livello, proponendo un'architettura in linea con quella dello studio che in Italia ha già realizzato il nuovo polo fieristico di Rimini e l'ampliamento dell'ospedale di Borgo Trento a Verona. Un'architettura sobria, funzionale e attenta alle esigenze impiantistiche e funzionali. Materiali? Per le parti nuove si sceglierà l'acciaio e il vetro.


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