Progettazione e Architettura

Un patto per il Maxxi, ma lo Stato non lasci

G.Sa.

Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, lancia una proposta per «salvare il Maxxi», il museo di arte e architettura contemporanea di Roma commissariato dal Governo venti giorni fa. Lo fa invocando i principi del Manifesto per la cultura del Sole 24 Ore e proponendo un patto con imprese e istituzioni private che contribuisca a evitare, con un impegno diretto anche finanziario, l'abbandono del Museo.

Il patto per il Maxxi denuncia anzitutto il rischio di un degrado e va nella direzione giusta, a una condizione, che lo stesso Freyrie richiama: che l'intervento dei privati non costituisca un alibi per un disimpegno dello Stato. Un Museo ha bisogno di una gestione robusta e di risorse pubbliche che facciano da volano a quelle private. Ha bisogno di impegni finanziari e politici che siano mantenuti fermi nel tempo.

Due milioni di euro pubblici per la gestione del Museo statale disegnato da Zaha Hadid sono una cifra insufficiente per garantirne non solo lo sviluppo, ma anche la sopravvivenza. I privati risponderanno all'appello secondo coscienza, ma il primo a dover battere un colpo è lo Stato.


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