Progettazione e Architettura

Freyrie: «Un patto per salvare il Maxxi»

Paola Pierotti

Dal Presidente del Cnappc una proposta in linea con il Manifesto per la cultura del Sole 24 Ore

«Uniamo le nostre forze e salviamo il Maxxi. Salviamo l'unico museo nazionale di arte e architettura che ha il nostro Paese. Investiamo sulla cultura e su un polo che ha tutte le carte per essere un'eccellenza per la promozione del nostro patrimonio stimolando la ricerca sui temi del contemporaneo». È Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti a lanciare l'appello perché politica, associazioni di categoria e imprenditori si facciano avanti per collaborare concretamente al sostegno del polo culturale inaugurato solo due anni fa, dopo dieci anni di gestazione, costato 150 milioni e frutto di un maxiconcorso vinto da una delle più note star dell'architettura mondiale, Zaha Hadid.

Il Museo Maxxi di Roma non è solo un landmark già premiato a scala internazionale, ma un polo attrattivo che ha saputo rigenerare il tessuto urbano di una zona della capitale votata alla cultura. Museo che - a causa delle difficoltà economiche dovute ai tagli pubblici e alla crisi che frena eventuali sponsorizzazioni private - è stato commissariato nei giorni scorsi dal Ministero dei Beni Culturali.

Il 9 maggio, subito dopo la comunicazione delle dimissioni di Pio Baldi e del Cda della Fondazione Maxxi, il ministero guidato da Lorenzo Ornaghi ha nominato Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero, commissario straordinario della Fondazione. Il commissariamento era stato avviato un mese fa a fronte del fatto che «il bilancio 2011 aveva registrato un forte disavanzo che rischiava di aumentare sensibilmente nel 2012». Non è servita la replica della Fondazione secondo la quale «era sbagliato confondere deficit (11 milioni) con fabbisogno futuro» e il Ministro ha affidato al direttore della Direzione (Pabaac) il compito di garantire il proseguimento delle attività. Resta il nodo fondamentale, che è quello di un disimpegno economico-finanziario dello Stato nella sua "creatura".

Freyrie rilancia per evitare che il Museo finisca in un vicolo cieco, affidato a sostenitori privati senza un adeguato sostegno pubblico alla gestione. «In questo momento non possiamo chiedere un impegno ai nostri iscritti ma ci impegniamo come Consiglio Nazionale a versare ogni anno un contributo simbolico di diecimila euro con l'intento di richiamare l'attenzione di quanti potranno fare la propria parte perché questo tempio dell'architettura contemporanea non resti senza vita».

A margine del D Day delle costruzioni promosso dall'Ance, in una giornata dedicata a recuperare i crediti delle imprese del settore edilizio verso la pubblica amministrazione, Freyrie ha lanciato il suo appello al Governo perché questa istituzione non venga dimenticata. Gli architetti si impegnano a difendere un simbolo del contemporaneo in Italia, richiamando anche lo spirito del Manifesto per la cultura del Sole 24 Ore lanciato a febbraio 2012 sulle pagine de nostro giornale.

«È inaccettabile che non si riesca a mantenere una struttura come questa. Il Governo si deve prendere in carico questa istituzione culturale nazionale – dice Freyrie -. I musei costano e non si può prescindere dalla necessità di una collaborazione con i sostenitori privati. Firmiamo per primi un appello per salvare il Maxxi ma ci auguriamo di poter richiamare l'attenzione del mondo delle associazioni dell'edilizia, delle grandi aziende italiane , di committenti illuminati interessati a finanziare il mantenimento e la gestione di un contenitore culturale d'eccellenza». Non si tratta di un semplice museo. Il Cna mette a disposizione una somma simbolica «con l'auspicio che il Maxxi si affermi come contenitore di mostre e iniziative capaci di offrire scenari di sviluppo, promuova sinergie internazionali e apra le porte ai giovani»


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