Progettazione e Architettura

Ravanel, l'imprenditrice della comunicazione di architettura

Paola Pierotti

Non è un architetto ma un'imprenditrice che dell'architettura di qualità ha fatto il suo business. Per Luciana Ravanel, italiana d'origine e parigina d'adozione, l'architettura è diventata soprattutto una passione. Un'opportunità che le ha permesso di esplorare un mercato eterogeneo e in continuo mutamento, dove i suoi interlocutori sono i committenti e i progettisti, le star e gli emergenti. Ravanel ha conosciuto questo mondo negli anni '70, all'interno delle istituzioni pubbliche, e da una decina d'anni guida una sua agenzia, Ante Prima , che offre servizi di consulenza ai vari attori, nei settori dell'architettura, dell'urbanistica e dell'ambiente.

Dal 1978 al 1986 Luciana Ravanel è stata responsabile incaricato alla MICQP (Missione Interministeriale per la Qualità Architettonica delle Opere pubbliche) perseguendo l'obiettivo di instaurare un dialogo costante tra la committenza e la direzione dei lavori. Dialogo che è continuato quando è divenuta responsabile incaricata al Gabinetto del Ministro dei Lavori Pubblici, dove ha lanciato, tra le altre iniziative, una campagna di sensibilizzazione per la qualità dell'architettura e a favore della professione di architetto, grazie anche a una politica di partenariato con le organizzazioni professionali.

Dal 1988, per dieci anni ha diretto l'Institut français d'architecture, promuovendo con mostre, libri, conferenze e dibattiti, la conoscenza dell'architettura contemporanea. Ravanel ha messo in piedi una macchina che non c'era: ha promosso decine di progetti culturali coinvolgendo architetti che al pubblico francese non erano noti, da Massimiliano Fuksas a Rem Koolhaas. «Queste iniziative – racconta Ravanel - sono state rese possibili grazie all'elaborazione di una strategia di scambi con le grandi Istituzioni europee ed internazionali, con la Comunità europea e con i partners privati».

Dopo altri dieci anni, nel 1998, Luciana Ravanel ha deciso di mettersi in proprio e ha creato Ante Prima Consultants. Ante Prima ha la sua base a Parigi. Si occupa di progetti, promuove concorsi di architettura e urbanistica, organizza dibattiti, seminari, mostre ed eventi in Francia e all'estero. Ante Prima produce e coeditra libri bilingue, organizza e coordina la progettazione, la realizzazione e l'edizione di pubblicazioni che si occupano di architettura, urbanistica, paesaggio e innovazione. «La società Ante Prima – spiega Ravanel - è composta da sette persone, si avvale di consulenti esterni e collabora con un'ampia rete grafici, autori, fotografi, stampatori, traduttori. Tutti scelti in funzione della mission da compiere e in accordo con il committente del progetto».

Ravanel ha fatto della buona comunicazione di architettura la sua missione imprenditoriale. «Se a Milano, in occasione del Salone, gli architetti si agganciano alla manifestazione per avere visibilità – e poter resistere – al Mipim di Cannes, sul real estate, ci siamo organizzati per sfruttare l'evento valorizzando l'architettura e rimettendo il progetto al primo posto». La Madame dell'Architecture francese racconta infatti che «nei primi anni di Mipim, gli architetti si nascondevano per non farsi notare sulla piazza commerciale pensata per la committenza privata. Sembrava quasi scandaloso per loro. Tanti di questi erano miei clienti – dice –; ci siamo confrontati e ho cercato di sfruttare al meglio l'occasione dell'evento: abbiamo rimesso l'architettura al centro, visto che i developer utilizzavano come biglietto da visita proprio i progetti di architettura». Oggi Ravanel usa il Mipim per incontri, eventi, partnership: la comunicazione è per lei strumento di informazione e business. Il Mipim è solo una delle tante attività di Ante Prima.

Ravanel ha promosso l'architettura internazionale in Francia ma è molto attenta anche all'architettura emergente (con Lan Architecture ha per esempio pubblicato «You can be young and an architect»). Ha scritto una guida per chi vuole promuovere concorsi di architettura. «Con Mitterrand – racconta – 11 ministeri si occupavano di progettazione e costruzione e la missione della MIQCP era il coordinamento interministeriale per tutelare la qualità delle opere pubbliche». Poi è arrivata la crisi: «oggi i ministeri che si occupano di architetture sono solo due. Tante riviste hanno chiuso: sono rimaste tre. Con la nostra agenzia abbiamo iniziato a pubblicare volumi per i giovani che hanno bisogno di documentare i loro lavori. Abbiamo iniziato a relazionarci con altri media, oltre quelli di settore».

Ravanel fa un lavoro di lobby di alto profilo ma continua la ricerca e promozione dei giovani, curandone l'immagine «anche facendo ripulire le planimetrie o assemblando al meglio le schede dei progetti». «Oggi la regia pubblica che ha diffuso la qualità in Francia è venuta meno – dice – ma restano dei riflessi automatici».


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