Progettazione e Architettura

L'Inarch vince sull'accademia. Zevi porterà alla Biennale l'Italia della produzione

Paola Pierotti

Luca Zevi, 63 anni, figlio d'arte, è architetto e urbanista, lavora e vive a Roma. Lega il suo nome all'Istituto Nazionale di Architettura e oggi è presidente dell'Inarch Lazio. La nomina a curatore del padiglione italiano (annunciata il 3 maggio 2012 dal Ministero dei Beni Culturali) è una scelta che premia la sua figura ma anche tutta la squadra che con lui ha lavorato alla stesura di un progetto che si interroga sul rapporto tra architettura, crescita, innovazione e industria. Da Adriano Olivetti all'Architettura del Made in Italy.

Alla prossima Biennale di Venezia, Zevi cercherè di mettere in campo la sua duplice anima di progettista e critico. Zevi nella sua attività professionale si è concentrato su tre temi principali: l'architettura della memoria, le infrastrutture e il loro rapporto con il paesaggio, la città a misura di bambino.

Il personaggio. Zevi ha lavorato alla rivitalizzazione di vari centri storici italiani e al restauro di edifici antichi. A Roma ha realizzato il Memoriale ai caduti del bombardamento di San Lorenzo del 1943 e è progettista del Museo Nazionale della Shoah. Per il Ministero degli Esteri ha contribuito a progetti di sviluppo in Albania e El Salvador. Ha diretto il Manuale del Restauro Architettonico (2001) e il Nuovissimo Manuale dell'Architetto (2003). Ha insegnato nelle università di Roma e Reggio Calabria.Oggi è impegnato nella promozione di «viali alberati del terzo millennio», attraverso l'arredo delle grandi infrastrutture della mobilità come centrali lineari di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il progetto che l'ha fatto vincere. Il progetto del suo padiglione resterà top secret ancora alcuni giorni, fino alla data della conferenza stampa annunciata dal Ministero dei Beni Culturali ma già si può anticipare che il piano di lavoro di Zevi cercherà di indagare il rapporto tra mondo della produzione e mondo dell'architettura. «Sarà un itinerario che parte dall'esperienza di Ivrea avviata da Adriano Olivetti – spiega lo stesso curatore – per raccontare situazioni di eccellenza in cui i luoghi della produzione sono stati costruiti in modo responsabile: non solo luoghi del lavoro ma anche residenze e servizi per i dipendenti. Progetti che hanno avuto importanti ricadute sullo sviluppo del territorio».

Zevi presenterà una collezione di buone pratiche rese possibili, anche spontaneamente, al di fuori della pianificazione urbanistica. «Vogliamo coagulare in un progetto unitario di ripensamento del territorio italiano tante piccole esperienze. Al centro – aggiunge Zevi – c'è il tema del lavoro. Dopo la finanza e la speculazione riaccendiamo i fari sul lavoro inteso come qualità del prodotto ma anche come motore capace di riconfigurare il territorio».

Non ci saranno solo edifici e spazi costruiti ma anche orti urbani, «esempi virtuosi di utilizzo degli spazi aperti: iniziative spontanee che popolano il paesaggio italiano».

Non mancherà un accenno al futuro, con esplicito riferimento all'appuntamento dell'Expo 2015, come occasione per riflettere sul rapporto tra territorio e ambiente, tra città e produzione agricola.

Luca Zevi è stato scelto dal ministro Lorenzo Ornaghi sulla base di alcune proposte presentate da una decina di professionisti invitati dallo stesso Ministero. Il 3 maggio, in serata, il giorno dopo la prima ufficiale conferenza stampa di David Chipperfield, un comunicato del Ministero ha reso noto che «a seguito delle idee progettuali presentate da dieci personalità del mondo dell'architettura contemporanea e della loro attenta valutazione comparativa, l'incarico di curare il Padiglione Italia della XIII edizione della Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Fondazione la Biennale di Venezia sarà affidato all'architetto Luca Zevi».

Il Ministro «esprimendo vivo compiacimento per l'alta qualità della maggior parte delle proposte progettuali » si è dichiarato assai soddisfatto della scelta e convinto che Luca Zevi rappresenterà «in modo innovativo e significativo il tema dell'architettura italiana contemporanea in rapporto allo sviluppo, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del territorio».


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