Progettazione e Architettura

Base a Caserta e business focalizzato su cemento armato e coperture in alluminio

Paola Pierotti

Abbiamo studiato cinque anni, ci siamo specializzati e abbiamo conseguito dei dottorati, siamo molto bravi nel settore "strutturale" dell'ingegneria, perché non proviamo a farlo capire agli altri e a consolidarci sempre più in questo ramo? È iniziata da qui l'avventura di un giovane studio campano guidato da tre ingegneri Pasquale Crisci, 42 anni, Gennaro Di Lauro e Gianfranco Laezza, entrambi di 36 anni.
Professionisti che dopo la gavetta negli "studi di paese" hanno deciso di provare a mettersi in proprio e, con costanza e un po' di fortuna, sono riusciti a reggere anche la botta del tempo della crisi.

La storia
Fondato il 29 febbraio 2008, ha compiuto quattro anni lo studio associato Aires Ingegneria con base a Caserta. Fatturato? 140mila euro all'anno. I committenti? Al 90% sono enti pubblici: lo studio ha partecipato a circa 200 gare in 4 anni e ne ha vinte 25. Dati che misurano il lavoro del team di giovani professionisti che si sono associati, come fanno più spesso gli architetti, con la voglia di fare squadra. Dallo scorso anno Aires è associata Oice.
Il core business è la progettazione strutturale e in particolare quella relativa ad interventi su edifici esistenti. «Abbiamo eseguito verifiche sismiche di più di 120 edifici in tutta Italia (scuole, ospedali, caserme, municipi, etc) – racconta Pasquale Crisci - volando da Pordenone a Vibo Valentia. Collaboriamo con le facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli e di Tor Vergata a Roma. Da pochissimi giorni abbiamo saputo di aver vinto un incarico per la verifica statica di quattro edifici scolastici del comune di Lamezia Terme».

La gavetta
Crisci spiega che «gli studi locali potevano garantire una certa sicurezza economica, dovendo sopravvivere facendo un po' di tutto ma non una crescita professionale». I tre ingegneri hanno deciso allora di lasciare le rispettive sedi locali e trovare una base in una cittadina, logisticamente più comoda e di maggiore visibilità.
«Le spese di avviamento non sono state trascurabili e ci hanno costretto a non poche rinunce su altri fronti. Ma i risultati raggiunti fino ad oggi e le prospettive che vediamo nel futuro, ci stanno ricompensando» ha commentato Crisci.

Lavori
Aires Ingegneria lavora su tutto il territorio italiano, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, ma non solo. In Pakistan ha fatto il progetto strutturale per l'ampliamento di un museo. Aires si ingegna: è partner di una società americana che realizza coperture in alluminio e per questa sviluppa i calcoli strutturali perchè siano in linea con le normative italiane.
In una fase di pesante crisi per l'ingegneria italiana, Aires fa eccezione. «Molti colleghi non si associano formalmente ma si strutturano per condividere uno spazio e dividere le spese. Aires ha fatto un ragionamento diverso: abbiamo unito le nostre forze – spiega Crisci - e abbiamo individuato una nicchia di mercato per poter mirare a ottenere commesse importanti. Se invece vuoi concentrarti sugli incarichi medi, devi saper fare un po' di tutto». Aires si è concentrata quindi sulla progettazione di strutture in cemento armato, sulle coperture in alluminio, sul recupero dell'esistente, ottenendo incarichi per il consolidamento delle strutture e per l'adeguamento sismico.

Conflitto architetti-ingegneri
Aires si ritiene una "mosca bianca" nel parco dei giovani ingegneri italiani e riscontra non poche difficoltà anche quando vuole affacciarsi al mondo dell'architettura per stringere alleanze magari per partecipare insieme a qualche gara. Due i motivi. «Gli studi di architettura con soci della nostra età non hanno il nostro stesso curriculum e non riescono a raggiungere il nostro target di requisiti. Oppure, se ci rivolgiamo a uno studio di architettura di più ampio respiro - dice Aires - accettano la partnership solo a patto di dominare la scena». Il conflitto tra architetti e ingegneri si ripropone ancora una volta. «Riusciamo a collaborare con studi di impiantisti ma per coprire i settori dell'edilizia e per partecipare a gare di progettazione e appalti integrati ci farebbe piacere riuscire a creare un consorzio stabile con qualche studio di architettura che sappia dialogare e che affronti il progetto in modo paritario e equilibrato».


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