Progettazione e Architettura

Il curatore del padiglione italiano avrà solo quattro mesi per inventare la sua Biennale

P.P.

Massimo Carmassi, Alberto Ferlenga, Marco Brizzi, Franco La Cecla, Margherita Petranzan, Roberto Zancan, Luca Zevi, Francesco Moschini, Fulvio Irace e Cino Zucchi. Accademici, professionsti, critici e volti associati alle riviste di settore.
Sono questi alcuni degli invitati dal Ministero dei Beni Culturali per presentare una proposta per il padiglione italiano. Ne mancano pochi altri della lista dei papabili curatori del prossimo padiglione italiano alla Biennale di Venezia.
Il 27 aprile è scaduto il termine per la presentazione delle soluzioni di contenuto e di allestimento della sezione italiana alla prossima kermesse internazionale.
Il Ministero non fa trapelare nessuna indiscrezione e spera di poter annunciare il nome del titolare "entro la fine della prossima settimana", dopo quindi la conferenza stampa ufficiale promossa dalla Fondazione per il prossimo 2 maggio, negli spazi della facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza.

I tempi sono dunque quasi maturi per la nomina del direttore del padiglione italiano alla prossima Biennale di Venezia. Dopo quattro mesi dalla nomina (anche questa in ritardo rispetto agli anni precedenti) del direttore David Chipperield, e l'invio, da parte del Ministero dei Beni Culturali di alcune lettere di invito, si avvicina la scelta finale. Al curatore della sezione italiana della XIII kermesse veneziana, si affida la curatela e l'allestimento del padiglione italiano per la Mostra che aprirà i battenti il prossimo 29 agosto.
I temi e idee dovranno avere a che fare con la città, la sostenibilità, i nuovi territori. Le proposte devono essere in linea con il tema «Common Ground» della grande mostra curata dall'architetto britannico, ma si lascia ampio spazio alla creatività.

La Biennale Architettura 2012 lotta dall'inizio contro il tempo: prima il cambio di Ministro dei Beni Culturali, poi la conferma del presidente Paolo Baratta. A Natale si è ufficializzata la direzione di Chipperfield, Pasqua è passata senza conoscere il nome del direttore del padiglione italiano. I tempi sono già strettissimi e solo ora parte una sorta di consultazione che ha come termine per la consegna delle proposte la fine di aprile. Resta fermo il fatto che si tratta di una procedura informale e volontaristica, e che il Ministero incaricherà chi vuole in piena autonomia. Mentre i curatori e i commissari dei Paesi partecipanti hanno già individuato il tema e i protagonisti, e si sono già messi al lavoro, l'Italia ancora attende.


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