Progettazione e Architettura

Il popolo della rete all'«evento»: quando il tweet trasmette il nulla

Alessia Tripodi

Il Fuori salone? «È quel periodo dell'anno in cui le persone fingono di essere milanesi, designer e a volte anche persone». È solamente uno dei tanti tweet che spuntano dalla rete digitando l'hashtag #fuorisalone, ma sembra condensare quell'aria di "nonsense" che molti visitatori – addetti ai lavori e non – pare abbiano respirato durante le giornate milanesi.
Perché Internet "parla" al mondo senza filtri, e al di là della comunicazione istituzionale o presunta tale, la voce dei social network offre punti di vista a volte inaspettati. Come la "sentenza" offerta da un altro tweet: «Il Fuori salone è quella cosa che nessuno sa come funziona ma che ci vanno tutti facendo capire che invece sì».
Twitter e (molto meno) Facebook raccontano una comunicazione confusa, dove gli occhi sono tutti puntati sul come essere presenti agli eventi (come arrivare, dove dormire, con chi parlare) e poco su ciò che questi happening lasciano dietro di sé a riflettori spenti.
Il modo in cui si comunica il design (e tutto ciò che gli ruota attorno, dall'arte alla moda) ha catturato anche l'attenzione di tre professori associati dell'Università degli Studi di Milano e dell'Insubria (autori del blog voicesfromtheblogs.com ), che con rigore scientifico hanno analizzato gli oltre 25mila tweet inviati durante i giorni del salone 2012, dal 17 al 22 aprile.
Scoprendo che il Fuori salone è la manifestazione in assoluto più gettonata (quattro tweet su cinque parlano degli eventi on the road), ma anche che solamente il 3,9% dei visitatori è andato al salone «per fare affari», mentre il 17,3% ha apprezzato «soprattutto le feste e gli aperitivi».
In mezzo a un mare magnum di tweet, che spaziano dalle lamentele per il maltempo alla denuncia del lavoro nero per gli addetti agli stand, i tre prof trovano anche commenti positivi sul «core business» del Salone, vale a dire i prodotti esposti: l'11,8% ha apprezzato la «bellezza» degli oggetti e il 27,8% si è dichiarato entusiasta delle «novità tecnologiche».
Molto meno attivi gli utenti di Facebook, dove la comunicazione degli eventi milanesi di design, architettura e recupero urbano – ma anche puramente «sociali» – è più unidirezionale (dagli addetti stampa e responsabili comunicazione al pubblico, ma senza troppi feedback) e punta soprattutto sull'informazione «di servizio» per attrarre visitatori ai vari eventi, ma anche sulla cronaca per immagini.
Un esempio efficace di quest'ultima è rappresentato dagli E.reporters di www.fuorisalone.it , i 100 studenti della facoltà di Design del Politecnico di Milano che sul web hanno raccontato con foto e post la loro esperienza al Fuori salone, cercando di coglierne lo spirito più autentico.
Così come le «Facce da Fuori salone» pubblicate in tempo reale su www.milanoize.com/2012/04/facce-da-fuorisalone-ora-e-il-tuo-turno . Una rassegna di istantanee scattate nelle vie di Milano per immortalare «chi è sorridente – recita il sito –, chi è nei suoi pensieri, chi è lì per il design, chi è lì per scroccare».

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