Progettazione e Architettura

«Contro la crisi puntare sulla riqualificazione urbana, un mercato che vale 133 milioni»

Paola Pierotti

In occasione dell'evento milanese su «Riuso-rigenerazione urbana sostenibile» Ance, Cresme e architetti tutti d'accordo: «La rigenerazione urbana è il mercato principale delle costruzioni». Dati Cresme: nel 2011 oltre 7.100 bandi per riqualificazione


«Il mercato della riqualificazione vale oggi 133 miliardi di euro. Su un valore della produzione di 213 miliardi di euro. Dal 2006 ad oggi il peso della riqualificazione è cresciuto attenuando solo in parte la crisi della nuova costruzione. Nel comparto residenziale la stima parla di 44,7 miliardi di euro, contro i 24,8 di tutta la nuova produzione di abitazioni. Le nuove opere del genio civile valgono 14,6 miliardi di euro». Con questi numeri Cresme, Ance e Consiglio Nazionale degli Architetti, la scorsa settimana (20-21 aprile) in occasione dell'evento dedicato al tema del «Riuso – rigenerazione urbana sostenibile», a Milano, hanno sostenuto la tesi che «la riqualificazione è il mercato principale delle costruzioni già oggi. È nascosto dietro le mura - ha spiegato Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme - ed è fatto prevalentemente di piccoli interventi, di manutenzione ordinaria, di urgenze, di scelte singole non coordinate».

Il problema non sono le risorse ma come si allocano. Secondo gli operatori del settore, nel mercato delle costruzioni la città e il suo sviluppo sono un'opportunità eccezionale che va messa a sistema e coordinata con un progetto unitario. In base ai dati dell'osservatorio Cresme Europa Servizi, i bandi di gara censiti nel 2011 per interventi di riqualificazione urbana sono stati 7.131, pari ad un volume potenziale di investimenti di poco inferiore a 7 miliardi di euro. «Rispetto al totale delle opere pubbliche – si legge nel rapporto Ance-Cresme-Cnappc – la riqualificazione urbana nell'ultimo anno rappresenta il 42% del numero di gare e il 22% della spesa. Quello che colpisce non è solo la dimensione contenuta della spesa (se si confronta ad esempio con i 39 miliardi di euro investiti nel 2011nel settore fotovoltaico) ma anche la dinamica negativa: le 7131 gare censite nel 2011 sono la metà delle 13.888 del 2003». Si deduce che la riqualificazione urbana non è al momento il motore delle opere pubbliche, e proprio per far fronte a questo tema Architetti, Costruttori e Legambiente si sono attivati per promuovere un comune Piano-Città.

«Bisogna attivare politiche ambientali, strumenti urbanistici e finanziari per realizzare un Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile – sul modello del Piano Energetico Nazionale – che abbia come obiettivi la messa in sicurezza, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio pubblico e privato; la drastica riduzione dei consumi energetici ed idrici degli edifici; la valorizzazione degli spazi pubblici, la salvaguardia dei centri storici, la tutela del verde urbano; la razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti e l'implementazione delle infrastrutture digitali innovative con la messa in rete delle città italiane». Queste le parole di Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Le risorse sono un problema, ma non insolubile. Secondo gli Architetti si può attingere dalla messa a sistema dei finanziamenti dei programmi comunitari; dal riequilibrio degli investimenti pubblici tra grandi infrastrutture e città; dal risparmio derivante dalla messa in sicurezza di edifici e abitati rispetto ai danni causati da terremoti ed eventi calamitosi derivanti dalla condizione idrogeologica; dalla razionalizzazione dei contributi e delle incentivazioni pubbliche sull'energia; dalla messa a sistema degli investimenti privati pubblici per le manutenzioni ordinarie e straordinarie; ancora, dalla valorizzazione delle dismissioni del patrimonio pubblico e dalla creazione di strumenti finanziari ad hoc che mettano a reddito il risparmio energetico, idrico, e la manutenzione, erogando adeguati bonus volumetrici a fronte di un impatto ambientale vicino allo zero e alla adozione di innovazioni tecnologiche utili all'efficienza tecnologica e infrastrutturale delle città.

«Un provvedimento che, ad esempio, potrebbe essere adottato nell'immediato – sottolinea il presidente degli architetti italiani – può essere quello di destinare una significativa porzione della Carbon tax, introdotta dall'articolo 15 della Delega Fiscale in corso di approvazione, al programma di Ri.u.so. e, in particolare, a costituire l'elemento fondante il Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile».

I temi del futuro sembrano essere quindi la riqualificazione, la rigenerazione, la gestione, la green technology e il business del risparmio.


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