Progettazione e Architettura

Città vivibili, sostenibili e efficienti. L'Italia può imparare dai casi-scuola internazionali

Paola Pierotti

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    Ri.U.So. sta per Rigenerazione Urbana Sostenibile ed è lo slogan dell'evento promosso da Costruttori, Ambientalisti e Architetti in occasione della settimana dei Saloni milanesi.
    Ance, Legambiente e Consiglio Nazionale degli Architetti promuovono per il 20 e 21 aprile un Forum sul tema «Casa e Città per disegnare un futuro possibile» (Auditorium Stella Polare della Fiera milanese a Rho Pero). Obiettivo? Individuare strategie e strumenti che conducano alla realizzazione di nuove politiche urbane basate su una profonda innovazione culturale e capaci di separare le consumate separazioni tra architettura e urbanistica, tra quartieri e megalopoli, tra governanti e governati.

    «Puntiamo a tenere insieme tutto, edifici e città, strumenti e norme. Tutto va inquadrato in un piano strategico unitario. In passato - ha dichiarato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - è stato un errore usare la politica settoriale. Non si può fare una politica sulle infrastrutture, senza occuparsi di città, non una politica energetica se non si investe sulla riduzione dei consumi. Non ci si può prefiggere di occuparsi di patrimonio e poi imporre una tassa come l'Imu» ha aggiunto Freyrie.

    Per gli Architetti serve un ragionamento complesso e si riuscirà anche a trovare il modo per finanziare queste operazioni. «Le risorse - ha detto il presidente - si troveranno ad esempio creando strumenti finanziari che metteranno a reddito il risparmio energetico, quello idrico e la manutenzione».

    Il modello di riferimento sono le tante città internazionali che ce l'hanno fatta, da Dubai a Medellin, da New York a Madrid (si veda la fotogallery con i progetti). Non sono città con architetture griffate ma realtà dove la riqualificazione urbana è sinonimo di vivibilità, sostenibilità ed efficienza. Progetti realizzati in contesti socio-economici e culturali anche molto diversi, costruzioni aperte che si connettono con il paesaggio. Realtà in cui è forte la regia pubblica ma dove non manca il contributo dei privati. Ci sono spazi pubblici che beneficiano di buone architetture, progetti di riconversione urbana che possono essere presi a modello per tante città italiane. L'atlante di questi casi studi è stato illustrato per la prima volta a Padova nell'ambito della mostra internazionale Barbara Cappochin 2012.


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