Progettazione e Architettura

Un ciclo di audizioni per valutare il Ddl che amplia le competenze dei geometri

P.C.

Non c'è soluzione per il conflitto di ruoli e competenze tra professionisti. Tra architetti e geometri in primis. Due anni dopo la prima presentazione del disegno di legge presentato dalla senatrice Simona Vicari (Pdl), che intende ampliare le competenze dei geometri e dei periti industriali in materia di edilizia e urbanistica, quando ricomincia la discussione all'ottava Commissione del Senato, gli Architetti tornano all'attacco.

Il 17 aprile è ripresa la discussione e la seduta si è conclusa con la decisione da parte della Commissione di avviare un ciclo di audizioni con tutti i soggetti interessati dal provvedimento in esame. Saranno coinvolti anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici e i Consigli nazionali di Architetti e Ingegneri.

«La proposta è inaccettabile sotto tutti i punti di vista – sottolinea il Consiglio Nazionale degli Architetti - perché contrasta con le direttive e risoluzioni comunitarie in materia di architettura e di urbanistica, per le quali è richiesta una laurea magistrale; perché è contraddittoria con l'esigenza, espressa anche nella Riforma delle professioni, di innalzare il livello di conoscenze tecniche dei professionisti, e non di abbassare la soglia delle loro competenze».

Si riapre la discussione sul disegno di legge n. 1865 «Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23» e gli Architetti non ci stanno. «Abbiamo formalmente proposto a geometri e periti - sottolinea ancora il Consiglio Nazionale - di costruire assieme un percorso di autoregolamentazione che adegui le competenze alla realtà tecnica, senza ledere i diritti della comunità a fruire di progetti da parte di professionisti che abbiano svolto adeguati corsi di studio».

Negli ultimi anni una serie di sentenze contrastanti ha riacceso l'annosa battaglia tra categorie professionali, architetti, ingegneri e geometri. La crisi ha inasprito il rapporto tra professionisti in cerca di opportunità: il punto della questione riguarda le competenze, garantite a fronte di specifici percorsi formativi, ma per gli Architetti l'allargamento delle competenze a geometri e diplomati andrebbe anche contro «qualsiasi tutela di patrimonio edilizio, del territorio e del paesaggio italiano».


© RIPRODUZIONE RISERVATA