Progettazione e Architettura

Materiali riciclati, geotermia e grandi vetrate. L'I-lab conquista il Leed platinum

Massimiliano Carbonaro

Un laboratorio simbolo dove rappresentare i materiali prodotti coniugati in una struttura che sia di per sé un benchmark. È quanto perseguito e realizzato da Italcementi che ha presentato il suo nuovo centro di ricerca - l'I.lab - progettato dall'architetto Richard Meier che si inserisce nel Kilometro Rosso, il parco tecnologico presso Bergamo che porta la firma di Jean Nouvel.
Uno spazio di 23mila mq su cui si stendono due ali di cemento bianco.

La costruzione si sviluppa su due piani fuori terra e tre piani interrati in cui la configurazione a "V" dà vita a un cortile centrale. Il vertice delle due ali come una grande punta sospesa si stende sull'ingresso creando un'ampia piazza coperta da cui poi si accede all'atrio vetrato e di seguito alle due parti dell'edificio. Un braccio corre parallelo all'autostrada e ospita uffici e laboratori, il secondo elemento è diviso tra sala conferenza e aree di rappresentanza.
Ma l'aspetto più peculiare dell'intero complesso è la volontà della committenza di immetterci i propri prodotti e tecnologie. Così per le fondazioni e muri perimetrali sono stati impiegati calcestruzzi riciclati, mentre nel rivestimento esterno domina il Tx active, il cemento fotocatalitico mangiasmog. Per alcune pareti è stato utilizzato l'I.light, il cemento trasparente capace di far filtrare la luce e per le pavimentazioni esterne delle rampe di accesso l'I.idro, un cemento dalle grandi capacità drenanti. Infine alcuni elementi di arredo per l'interno o l'esterno sono stati realizzati con l'Effix Design, una malta ad alte prestazioni nella sua versione fotocatalitica.
«L'I.lab – ha commentato il suo progettista Richard Meier – costituirà non solo un edifico-icona a conferma dell'autorevolezza del Gruppo in campo tecnico, ma anche un benchmark del design sostenibile in Europa».

Nonostante l'impiego massiccio del calcestruzzo, l'I.lab non è un complesso monolitico: grazie a un sistema di vetrate è garantita l'illuminazione naturale ma la facciata è protetta dall'eccessivo irraggiamento solare da una serie di lame di calcestruzzo in grado di fornire un elemento utile ma anche decorativo. Completa il progetto di Meier lo sfruttamento delle fonti di energia alternativa, a cominciare dalla predisposizione di 51 pozzi geotermici che contribuiscono sia al raffrescamento sia al riscaldamento, a cui si aggiungono ulteriori 420 pannelli fotovoltaici presenti sul tetto e 50 mq di pannelli solari. Un complesso di sistemi che insieme alle performance dei materiali utilizzati permette un risparmio energetico del 60% rispetto a un edificio tradizionale e che ha consentito al centro di ricerca di guadagnarsi la certificazione Platinum, la più alta per il Leed.

Persino il ferro e il legno adoperati rispondono ai requisiti previsti dallo standard di matrice nord americana. Ravviva l'intervento un giardino pensile in corrispondenza dell'auditorium e un campo agricolo ornamentale - progettato dallo studio Gpt - Giardini Paesaggio Territorio. Uno stagno artificiale costruito con le tecniche della fitodepurazione e abitato da piante acquatiche completa quello che è stato chiamato l'I.land il campo agricolo ornamentale che circonda l'intero laboratorio.

«Italcementi group – ha spiegato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi – può contare su 170 persone impegnate in attività di ricerca e distribuite tra questo centro e quello francese di Guerville. Il budget destinato alla ricerca e sviluppo è di circa 13 milioni di euro, è così che negli ultimi 10 anni siamo riusciti a depositare 60 brevetti».


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