Progettazione e Architettura

Il prototipo made in Italy per le abitazioni «emergenziali»
All'italiano Marco Vanucci il premio Outside The Box

Paola Pierotti

Italia Londra, andata e ritorno. Marco Vanucci, architetto trentenne con base a Londra e fondatore dello studio Opensystems Architecture si è aggiudicato il premio del concorso Outside The Box organizzato da Aiac e PressTFactory, un premio ricevuto attraverso una selezione da parte di due giurie internazionali in cui erano presenti anche architetti e critici come Patrik Shumacher, Mario Cucinella, Hans Ibelings e William Menking.
Il premio a Marco Vanucci arriva in un momento proficuo per il neonato studio che «dopo anni di sforzi e preparativi - commenta l'architetto - all'inizio del 2012 vede i primi risultati. Continuerò ad operare a Londra anche se il mio primo incarico è in Italia, a Imperia». Dove Vanucci firmerà il design di un capannone industriale.

Il progetto vincitore del concorso Outside The Box riguarda lo studio di un'unità emergenziale da usare come struttura abitativa temporanea in caso di calamità naturali (terremoti, nubifragi). Il brief del concorso chiedeva di utilizzare soluzioni intelligenti per quanto riguarda la tecnologia (high o low tech), un'attenzione al tema della sostenibilità e l'utilizzo di design parametrico.
Il progetto Opensystems si prefigge di superare la dicotomia esistente tra la standardizzazione e la necessità di diversità e cambiamento delle strutture prefabbricate. «Il progetto - spiega Vanucci - utilizza un protocollo di progettazione parametrica in grado di sviluppare un sistema semi-modulare formato dall'aggregazione di unità cellulari differenziate. Ciascuna unità è costituita da un guscio rigido e da un piedistallo. I gusci monoscocca sono in Polimeri Firbo-Rinforzati e la loro forma è ottenuta dall'ingegnerizzazione di uno stampo regolabile». Ogni singola unità è progettata per garantire l'autosufficienza interna in condizioni di emergenza estrema. «La costruzione leggera e modulare segue il concetto del minimum inventory / maximum diversity - continua Vanucci -. L'inventario minimo di componenti (un kit di parti) viene generato da uno stampo regolabile che mantiene la stessa matrice topologica in modo che processi costruttivi standardizzati forniscano una molteplicità di output progettuali».
Al vincitore va un premio di 10mila dollari che consentirà all'architetto di realizzare un prototipo in scala 1:1 del suo progetto.

Il sistema modulare di Vanucci utilizza una tecnica di costruzione che supporta il carico strutturale utilizzando la pelle esterna: il guscio monoscocca.
«I gusci saranno ottenuti mediante colate di gesso su un foglio sottile di tessuto elastico. Il gesso - si legge nella relazione - verrà usato per fissare le superfici concave formate dal lattice sotto sollecitazioni di trazione gravitazionale. Un telaio triangolare in acciaio verrà utilizzato come 'stampo'. La direzione della curva e l'altezza di ciascuna volta potranno essere controllati aggiustando gli angoli dello stampo; quando il gesso verrà versato, il tessuto prenderà la forma desiderata grazie al peso del materiale stesso. Facendo affidamento sulla gravità e il peso del gesso si otterranno superfici a curvatura catenaria e parabolica naturalmente ottimizzate ai fini strutturali. La superficie liscia del tessuto elastico fornirà infine un'ottima base per formare il guscio finale. Le connessioni tra una vela e l'altra verranno controllate attraverso la creazione di un labbro liscio su ogni lato del guscio garantendo così la graduale transizione tra ogni stampo».


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