Progettazione e Architettura

Firme italiane per la riconversione di 28 ettari nel cuore di Istanbul

Paola Pierotti

L'architetto Cipollone racconta le fasi che hanno portato Insula e Cellini alla vittoria del maxi-concorso internazionale - Tutti i dettagli del progetto

«Abbiamo consegnato il progetto il giorno 1, lo abbiamo presentato al pubblico il giorno 2, il concorso è stato aggiudicato il giorno successivo ancora, e il quarto giorno abbiamo ricevuto l'assegno con il premio di 100mila dollari». Così Eugenio Cipollone, architetto romano socio di Insula architettura e ingegneria racconta il rush finale del maxi-concorso che li ha visti vincitori a Istanbul in team con Francesco Cellini e con lo studio turco Huseyn Kaptan – Atelye 70. Un team italiano selezionato a parimerito nell'ambito del concorso internazionale promosso dal Comune di Istanbul denominato «Yenikapi Transfer Point and Archaeo-Park Area» www.yenikapiurbandesign.com

Oggetto della progettazione è un hub per i trasporti pubblici della nuova metropoli. Un progetto strategico per il futuro della città che dovrà diventare rapidamente realtà dal momento che una delle tre stazioni previste nell'area sarà già pronta entro un anno. «L'Amministrazione ha annunciato di voler promuovere una serie di workshop tra i tre gruppi vincitori – ha riportato l'architetto Cipollone – in modo tale da elaborare un piano quadro e suddividere poi ai singoli gruppi le aree di competenza per proseguire con la progettazione esecutiva».
Tre i gruppi selezionati ex aequo ci sono anche Eisenman Architects con Aytaç Architects e Cafer Bozkurt Architects con Mecanoo Architects.
Il gruppo italiano ha partecipato a questo concorso dopo aver vinto a novembre un'altra gara con lo stesso team locale per la riqualificazione delle concerie di Denizli.

Concorso. Nell'autunno del 2011 si sono candidati 140 gruppi, la commissione ha selezionato una cinquantina di proposte e 9 gruppi sono stati ammessi alla fase concorsuale vera e propria. Per tutti era previsto lo stesso rimborso spesa. In giuria c'erano due italiani: Massimiliano Fuksas e Enzo Siviero. Attraverso questa gara si è chiesto ai progettisti di trovare una soluzione per la convivenza di un nodo infrastrutturale e metropolitano di rilevanza territoriale, in cui sono previste tre nuove linee della metropolitana, con il ritrovamento e la valorizzazione dell'antico Porto di Teodosio e con esso di un patrimonio archeologico di straordinaria importanza storica e culturale, tra cui ben 35 navi di epoca bizantina. L'area coinvolta dal complesso e articolato insieme di trasformazioni urbane, si estende per circa 28 ettari nel cuore della penisola storica della megalopoli turca. Il masterplan prevede la riqualificazione di spazi pubblici, la realizzazione di nuovi parchi e il risanamento di due quartieri.

La soluzione Cellini-Insula-Atelye 70. Il progetto made in Italy propone una stretta integrazione, non solo funzionale ma soprattutto culturale, fra gli spazi dedicati agli utenti del sistema di metropolitane (si prevede un afflusso di 1.700.000 persone al giorno) e quelli destinati ad un «City Archive» (per complessivi 33.000mq) capace di promuovere la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici e insieme di attrezzarsi come un attivo hub della storia e della progettualità metropolitana. «Tutto questo intorno ad una grande navata archeologica che – spiegano gli architetti romani - restituisce e rappresenta, proprio sul sito originario, la vitalità e la ricchezza plurisecolare di un porto che è stato il principale legame commerciale della città di Istanbul con tutto il mondo mediterraneo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA