Progettazione e Architettura

Thetis con Sauerbruch Hutton per certificare Leed Gold il museo M9 di Mestre

Paola Pierotti

La società veneziana Thetis affianca la squadra dello studio tedesco Sauerbruch Hutton nel progetto per il nuovo Museo M9. A lei il compito di curare gli aspetti relativi al processo di certificazione Leed del nuovo Museo del Novecento di Mestre.

Thetis è una società con 150 dipendenti che nel 2011 ha fatturato circa 35 milioni di euro.

Ingegner Fabio Pinton, responsabile dell'area ingegneria civile, energia e impianti Thetis, in cosa consiste la vostra attività per il progetto M9 di Mestre?

Gestiamo il processo per l'ottenimento della certificazione di sostenibilità: per l'edificio ad uso museale si prevede di adottare il protocollo LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni mentre per l'edificio ad uso commerciale si adotterà il protocollo Core & Shell.
Concretamente, cureremo tutti gli aspetti tecnici e procedurali connessi con la certificazione e individueremo una corretta impostazione strategica.

Avete ottenuto il progetto con una gara o con un incarico diretto?
Un incarico da parte della società Polymnia Venezia.

La certificazione è uno strumento che integra in modo orizzontale tante competenze diversificate. Non siete i project manager ma con questo incarico Thetis avrà un ruolo di coordinamento tra i vari specialismi?
Faremo in modo che tutti i professionisti coinvolti agiscano in modo congruente con i dettami e i requisiti del protocollo Leed. Oltre a questo Thetis metterà in campo alcune specificità tecniche come la simulazione energetico-dinamica. Lavoreremo con dei software disponibili sul mercato ma svilupperemo poi noi dei tool specifici per valutare le condizioni di utilizzo e le variabili climatiche. Di conseguenza incideremo anche in fase costruttiva sulla scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive.

Altri progetti Thetis certificati Leed?
Abbiamo ultimato da poco un edificio nella base americana di Aviano e abbiamo un progetto a Pesaro per l'area residenziale di Villa Fastiggi dove è prevista la realizzazione di un complesso socio-sanitario comprendente cinque edifici, firmato dallo studio milanese MtaA.
Thetis, in questo caso, interverrà direttamente nella parte impiantistica progettando gli impianti termomeccanici, idrici e per i reflui, elettrici e speciali. Preliminarmente sono state effettuate una serie di analisi sul possibile utilizzo delle fonti rinnovabili offerte dal sito ed è stata condotta un'analisi energetica utilizzando dei software di modellazione dinamica EnergyPlus. Tale analisi ha permesso di individuare le soluzioni progettuali più idonee sia in termini di efficienza energetiche che di ritorno di investimento.

La certificazione Leed per molti professionisti si sta affermando come un metodo di lavoro. È così?
Assolutamente. Gran parte dei progetti che stiamo portando avanti in questo momento sono 'Leed Like': abbiamo sposato questo indirizzo tecnico anche per un nuovo distretto sanitario che stiamo progettando al Lido di Venezia, non sarà certificato Leed ma sarà progettato con gli stessi criteri.

Quando incide la certificazione Leed sui costi di costruzione?

Se fin dal concept si parte con il metodo Leed il costo è assolutamente paragonabile a quello tradzionale. Se si inizia a valle della progettazione, incide per l'1% del costo di costruzione. Ma il dato più interessante è il plus commerciale che si può ottenere: un edificio certificato può valere il 30% in più. La certificazione non va considerata come un orpello, una sovrattassa. È un problema di metodo.


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