Progettazione e Architettura

Germania, tariffe minime ma non per gli stranieri

M.C.V.

Dal 1969, il sistema federale dell'Ordine che raggruppa le 16 camere indipendenti e attive sul territorio, fa lobby non solo all'interno del Paese, ma anche nei confronti della Comunità europea, con cui il contatto è diretto e continuo. Per questo la Germania, caso raro in Europa, è riuscita non solo a preservare, ma addirittura a introdurre ex novo nel 2009 le tariffe minime vincolanti, sia per i progetti pubblici che per quelli privati. Una soglia che deve essere rispettata all'interno del Paese, ma non è obbligatoria per gli stranieri.

«Si tratta – spiega Joachim Jobi, capo dell'Eu-Liaison Office – di una tutela importante, per un mercato dove il reddito medio di un architetto si aggira intorno ai 25-30mila euro l'anno».Per operare in Germania è necessario stipulare un'assicurazione obbligatoria. Per esercitare, gli architetti devono essere iscritti all'Ordine, che contiene liste suddivise sulle specificità della professione: architetti, designer, urbanisti e paesaggisti. «Tenendo anche conto – prosegue Jobi – che la Germania esporta moltissimi professionisti all'estero, visto che per tradizione i tedeschi lavorano fuori dal Paese».


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