Progettazione e Architettura

Francia, l'Ordine chiede quote scontate ai giovani

M.C.V.

L'ultima riforma sul funzionamento dell'Ordre des architectes risale al 1977, data in cui è stato anche definito per legge che «l'architettura, espressione della cultura, è di interesse pubblico». «Ed è per questo – spiega Bernard Mauplot, che è presidente in Ile de France, uno dei Consigli più numerosi per iscritti – che lo Stato si batte per la qualità e obbliga chiunque desideri costruire un edificio a far ricorso a un architetto». All'Ordine, organizzato su base regionale con compiti deontologici, di tutela e di formazione, devono iscriversi tutti coloro che intendono firmare i propri progetti: la quota costa 500 euro (600 per le società), ma sono previste tariffe scaglionate per pensionati, giovani e dipendenti. Per gli stranieri è prevista una riduzione. Ciò che pesa, sui conti di chi opera nel Paese transalpino, è tuttavia il costo dell'assicurazione obbligatoria: una condizione che spinge molti italiani a consorziarsi con professionisti locali. Per gli iscritti all'Ordine che non sono in regola è prevista, dal 2007, la sospensione e addirittura la radiazione dall'albo. Le tariffe minime sono, invece, state abolite in Francia, nonostante il dibattito in materia sia tutt'altro che sopito


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