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Berlino? La capitale degli start-up è il nuovo hub per l'architettura

Alessandro Melis (Heliopolis21) racconta perchè Berlino si sta affermando come nuovo hub dell'architettura contemporanea
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Alessandro Melis (Heliopolis21)Alessandro Melis (Heliopolis21)

Berlino? È una delle città perfette per chi cerca fortuna oltre confine. «È la capitale degli start-up. Gli affitti sono notevolmente più bassi non solo rispetto a città come Roma o Milano, ma anche rispetto a città come Pisa o Livorno - racconta Alessandro Melis, socio di Heliopolis21, sardo, con studio a Pisa, con un recente cambio di residenza a Berlino -. Per 500-600 euro si può trovare un magnifico tre vani in un quartiere come Schoeneberg. Ristoranti e locali sono accessibilissimi». Per Melis «Berlino è un hub. In realtà - racconta - Berlino è la città tedesca dove, probabilmente, c'è meno lavoro. In alcune città, come ad esempio Amburgo, non solo la crisi non ha avuto alcun impatto, ma addirittura il lavoro è aumentato». Ma è a Berlino che si fa il 'networking', si va Berlino non per lavorare a Berlino, ma per lavorare in Germania, in Cina, negli Emirati e in Russia.

Il 29 marzo nella capitale tedesca sarà presentato ufficialmente un network di professionisti italiani-tedesco, un'iniziativa sostenuta dalla Camera di Commercio italiana per la Germania, che conta quattro architetti tra i soci fondatori: lo stesso Alessandro Melis, Barbara Foerster, Carlo Stanga e Sabrina Rossetto.

«È difficile quantificare gli architetti italiani a Berlino - spiega Alessandro Melis - perchè non tutti sono residenti, alcuni vengono per periodi più o meno lunghi. Ma sulla pagina Facebook dedicata ai 'professionisti a Berlino' gli architetti sono tra quelli che più frequentano la bacheca».
Da anni a Berlino lavorano studi italiani come quelli di Bruno-Fioretti-Marquez e studio Eu. Ci sono architetti come Salvatore Armenia che è cresciuto in uno studio locale, fino a diventarne socio (ap plan).

Secondo Melis negli ultimi due anni il flusso è cresciuto. «Abbiamo notato - dice Melis - che agli architetti italiani provenienti dall'Italia, si stanno aggiungendo gli architetti italiani che, ad esempio, qualche hanno fa si erano spostati in Spagna, Portogallo e perfino nel Regno Unito».
Qualche anno fa si pensava che la ricostruzione poteva essere un'opportunità per i giovanissimi ma oggi gli italiani che arrivano a Berlino sono neolaureati in cerca di occasioni di stage, o di un impiego, «ma anche da tanti professionisti maturi, che, spesso mantengono rapporti professionali con il Belpaese» dice l'architetto Melis.

Berlino è apprezzata per i modi innovativi di gestire gli spazi destinati al lavoro. Guardando con attenzione al mercato dell'architettura «a Berlino esistono studi che riescono a vivere facendo solo concorsi: una condizione inesistente in Italia» commenta l'architetto di Helipolis21.
www.berlinitaly.de

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