Progettazione e Architettura

Sulle engineering del Veneto si abbatte la crisi

P.P.

Contratti sospesi, pagamenti che non arrivano e gare con il contagocce: i big si riorganizzano, e chi può va all'estero

«Si fanno offerte ma non si riesce a firmare contratti. Non si riesce a fatturare e gli stati avanzamento dei contratti non maturano. Non vengono pagati gli stati avanzamento». Così Giulio De Carli, partner della società One Works, sintetizza i tre principali fattori che portano alla crisi dell'ingegneria italiana.
One Works è una delle tante società di ingegneria con un piede in Veneto. Con loro Favero&Milan, Thetis a Venezia, Studio Altieri a Vicenza, Idroesse a Padova (con Pool Engineering a Conegliano), Technital e Gipra a Verona. E tante altre. Studi che in questi anni hanno dato occupazione a tanti giovani professionisti, ma che oggi si trovano ad affrontare un momento di transizione e per alcune di loro è pressante il tema della «mobilità»: i contratti a termine vengono sospesi con la scadenza e tra le società c'è un intenso movimento di curriculum.
«I lavori che avevamo in Libia ci hanno creato grosse difficoltà – dice Giovanni Bettin di Idroesse –, stavamo partendo con i cantieri e abbiamo dovuto lasciare tutto e tornare». Con un cambio di compagine societaria, Idroesse è una di quelle società che si sta riorganizzando.
Per anni le società di ingegneria sono state avvantaggiate perchè avevano lavori di grande portata, ma oggi non è più così: la crisi che colpisce i liberi professionisti è dilagata anche tra le società (anche quelle più grandi).
«Si parlava di finanza creativa? Ecco, tenendo conto quello che deve fare il nostro esperto di bilancio per poter dimostrare la continuità aziendale in vista dell'approvazione di bilancio – racconta un'altra società di ingegneria – la sua professione assomiglia più a quella di un ‘direttore artistico'». A fronte della mancanza di fatture, per le grandi società è un serio problema certificare il bilancio e spiegare «ce la faremo anche quest'anno».
Le grandi società di ingegneria non possono che guardare oltre confine.«I privati si rivolgono ai piccoli studi – aggiunge Ivano Cavestro, presidente del Cup di Vicenza, ex presidente dell'Ordine degli ingegneri di Vicenza e della federazione degli ingegneri del Veneto – e per le grandi società in questo momento non ci sono occasioni significative. A gravare sulla situazione sono i paletti imposti dal Patto di stabilità e le limitazioni per le gare»
«Gli oneri delle società di ingegneria sono altissimi – commenta lo stesso Maurizio Milan, socio della Favero&Milan Ingegneria –. Oggi a gravare pesantemente sulla situazione già critica è il service a basso costo. Ci sono società (anche italiane) che hanno aperto filiani in India dove gli ingegneri costano 1/4, 1/5 di quello che costano in Italia. Grandi gruppi internazionali mi hanno detto che pagano il lavoro di ingegneri asiatici 8 dollari l'ora»


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