Progettazione e Architettura

Dalla biblioteca di Francia alla Circonvesuviana di Napoli

Stefano Nicita

L'architetto francese in visita in Italia è stato ascoltato al Maxxi dove ha parlato della sue opere più recenti e degli ultimi incarichi

In linea con il tema Common Ground, della prossima Biennale di Architettura di Venezia, l'architetto francese Dominique Perrault è stato invitato a presentare la sua produzione più recente, sulle tematiche di "suolo, sottosuolo e costruzione".
Un filo rosso ha legato la presentazione di una decina di progetti e opere, discorso unitario declinato su due temi principali: i vuoti e il rapporto con il suolo.
La sua attività professionale ha avuto una svolta nel 1989, quando a soli 36 anni, ha vinto il concorso per la Biblioteque de France a Parigi, realizzata poi nel 1995. Biglietto da visita che gli ha permesso di realizzare edifici in tutto il mondo. In Italia a Milano un hotel, due torri leggermente inclinate alte 60m, divenute uno dei principali landmark nel paesaggio orizzontale della rinnovata area di Rho-Pero.
Il suo non facile rapporto con il nostro Paese - sfumati ad esempio i ponti pedonali a Palermo e il design per le terme di San Pellegrino - si sta riprendendo con il progetto di Piazza Garibaldi a Napoli. L'intervento di trasformazione urbana è legato al grande nodo di scambio tra metropolitana, stazione FS e Circumvesuviana.
Il richiamo alla terra entra in gioco anche qui: ha usato il sottosuolo, non vincolato da resti archeologici, per dare più libertà all'intervento. «Il cantiere e soprattutto lo scavo sono la cosa più emozionante», ha detto a proposito dei lavori in corso a Napoli. L'area è grande come Place de la Concorde e lui ha voluto creare un sistema di collegamento al livello della città e nel sottosuolo, con la luce naturale fino alla stazione della metropolitana, 40 metri sotto il livello stradale.
Per Perrault l'architettura è paesaggio. La sua consacrazione come architetto con la Biblioteque è stata possibile grazie alla soluzione insolita di costruire un vuoto, la corte centrale della biblioteca, una foresta nel cuore dell'edificio, all'interno di un altro vuoto più grande, il quartiere circostante in disuso da riqualificare perché privo di qualsiasi emergenza architettonica.
«Esiste una grossa differenza tra la città storica e la metropoli contemporanea nel rapporto tra i pieni e i vuoti» ha detto . Motivo in più per concentrarsi soprattutto sul progetto degli spazi vuoti, creando più relazioni possibili tra gli edifici esistenti.
Emblematico in tal senso il progetto per il museo Archeologico in costruzione a Nantes. Di fronte a tre edifici di epoche diverse, del XV, XIX e XX secolo, Perrault, invece di inserire un altro corpo estraneo, sviluppato in verticale, ha deciso di collegarli in orizzontale con un volume ipogeo. «Questa scelta ha permesso anche di far digerire meglio il progetto ai cittadini - ha commentato - spaventati da un intervento così importante nel centro della città».
Nei suoi progetti cerca di recuperare il rapporto con il suolo, quello che «gli architetti moderni, con la loro passione per i pilotis e l'edificio sollevato, hanno perduto, anche nel senso fisico della terra. Ogni uomo cerca di scavare la propria tana, la propria casa, secondo un detto francese», ha spiegato.
«La costruzione all'interno della natura, paradossalmente, ha proprio lo scopo di proteggerla, recuperando la sensualità del progetto», ha detto a proposito dei suoi progetti ipogei.
Presentando la Biblioteque, ha confessato che la sua preoccupazione principale era far fronte a una cubatura così imponente, pari a tre volte il Centre Pompidou. La soluzione quindi è stata quella di nasconderla quasi tutta. «Le quattro torri definiscono il progetto. La loro presenza indica un'assenza, quella dell'edifico invisibile perché interrato».
Tra le opere più recenti c'è l'Università femminile di Seul, Istituzione di 120 anni, che è sempre stata chiusa alla città. In contrasto con questa idea, il nuovo campus si apre alla città e la accoglie al suo interno, attraverso il prolungamento di una strada, che entra a ricostruire quel tessuto urbano da sempre rifiutato e temuto. Qui l'architettura sparisce nella sua percezione fisica tradizionale, a favore di una disciplina più aperta e sensibile agli spazi urbani.
Preferirebbe costruire Piramidi o Catacombe? «Piramidi sotto terra», ha risposto prontamente.


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