Progettazione e Architettura

Per la giunta Alemanno bilancio magro sulle competizioni di architettura

Paola Pierotti

Pronte prima dell'estate «le linee guida per la progettazione di nuovi grattacieli e piazze» a Roma. Per le torri si stanno studiando ipotesi per un comparto post industriale vicino al gasometro o a Tor di Valle ma anche per siti a ridosso dell'ansa del Tevere. «Per le piazze l'intenzione è di recuperare la periferia, riscoprendo l'identità locale e creando centri di aggregazione». Marco Corsini, assessore all'Urbanistica della Capitale, fa il punto sul lavoro delle due commissioni ad hoc incaricate dal Comune («a titolo gratuito», precisa l'assessore) dove siedono anche Massimiliano Fuksas e Daniel Libeskind per i grattacieli e Paolo Portoghesi per le piazze.

«Linee guida per eventuali concorsi – spiega l'assessore – che tengano conto dei diversi contesti ed evidenzino le potenzialità. Studio che sarà offerto alla riflessione comune». Un lavoro strategico, sollecitato dalla necessità di non consumare suolo (ecco allora i grattacieli) e dall'emergenza periferie. Visioni. Il tutto a un anno dalla scadenza di Alemanno.

Il tempo stringe e si tirano le somme di quel che il Campidoglio è riuscito a fare per l'architettura a Roma: si lavora freneticamente all'Eur per chiudere la Nuvola entro il 2013. Sono pronti i due ponti sul Tevere ed è stato inaugurato il museo Macro (tre concorsi del 2000).

Grandi promesse per il waterfront di Ostia e per la rigenerazione di Tor Bella Monaca. Ma intanto è sparita l'idea del concorso annunciato per l'Urban Center.

Via Giulia? «Eravamo riusciti a fare un concorso "anomalo" ma pur sempre un confronto tra più soluzioni – spiega Corsini –. La proposta di Diener&Diener era piaciuta alla commissione e apprezzata anche dai cittadini ma ora si dovrà fare i conti con un'emergenza archeologica importante». Addio dunque al concorso annunciato con l'Ordine degli Architetti per approfondire il tema del verde.


Augusto Imperatore? «Ho tirato fuori dal cassetto il progetto di Francesco Cellini, vincitore di un concorso – risponde Corsini –. Purtroppo il dialogo con la Soprintendenza è più complesso del previsto». Il progetto della nuova piazza resta strategico anche perché gravita sull'Ara Pacis, cara alla giunta Alemanno che è tutt'ora in trattativa con Meier. Proprio dove si scaverà il sottopasso coperto da un giardino che guarda il Tevere.


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