Progettazione e Architettura

Nel progetto Morphosis-Nemesi niente torri ma un'«architettura paesaggio»

Paola Pierotti

L'architetto statunitense Tom Mayne presenta il progetto alla Triennale di Milano il 13 marzo del nuovo quartier generale a San Donato. In difficoltà l'altra trasformazione immobiliare dell'Eni nella Capitale: l'operazione è ferma e il big dell'energia studia nuove soluzioni

Eni non perde tempo con il nuovo headquarter di San Donato Milanese. «Abbiamo assegnato il contratto di progettazione al team vincitore del concorso guidato da Morphosis Architects e avviato i lavori di demolizione dei fabbricati esistenti. L'obiettivo è sfidante – ha dichiarato – Salvatore Sardo, Eni Chief Corporate Operation Officer – intendiamo presentare la nuova sede in occasione di Expo 2015».
Sarà lo stesso Thom Mayne, fondatore di Morphosis, a illustrare il nuovo tassello di Metanopoli alla Triennale di Milano il prossimo 13 marzo. Niente torri ma un'architettura-paesaggio. Un organismo sistemico che in modo armonico articola le tre torri-ufficio richieste dal bando per la realizzazione del centro direzionale "Exploration & Production" e una quarta torre per Snam.
I volumi si articolano intorno a uno spazio vuoto che gli architetti hanno immaginato come il vero cuore del progetto. L'edificio è fluido e ha una vocazione scultorea nel suo sviluppo tridimensionale, un'architettura semplice in pianta e in sezione, facile da costruire e capace di comunicare il brand aziendale.
Il progetto Morphosis-Nemesi resterà esposto pubblicamente fino al 1° aprile alla Triennale di Milano nell'ambito della mostra "Un Nuovo Segno" in cui sono esposti tutti i 10 progetti finalisti del concorso internazionale.
Il concorso. Il concorso internazionale per il concept design del nuovo centro direzionale Eni è stato indetto nel 2010 e aggiudicato a fine 2011 al team guidato da Morphosis Architects. In prima battuta si erano candidati più di 50 gruppi internazionali e 10 sono stati ammessi alla gara vera e propria. Nel team vincitore oltre a Morphosis e Nemesi ci sono Pasodoble (architetto paesaggista), Setec Batiment (progettista di impianti) e Setec Tpi (progettista di strutture). Tra gli altri in gara anche star come Unstudio, Isozaki, Big e Hok.
Il progetto in pillole. Il centro direzionale Eni avrà una superficie lorda di pavimento di 65mila mq di cui 60mila per uffici e cinquemila destinati a servizi. Il complesso ospiterà circa 3.500 persone. L'area di intervento si colloca nell'ex-complesso industriale, il primo insediamento Eni realizzato a San Donato Milanese, delimitato dal viale De Gasperi a Nordovest, dalla via Ravenna a Nordest, dalla via Correggio a Sudest e dalla via Vannucchi a Sudovest.
In termini architettonici, il progetto vincitore si pone come veicolo di tre idee: la piazza, cuore simbolico e funzionale del nuovo centro direzionale, segno della centralità dell'uomo e della comunità; l'integrazione con il paesaggio in modo da far perdere autoreferenzialità alle torri e dando origine a un'architettura a prevalente dimensione orizzontale e democratica; un'architettura metamorfica per simboleggiare la trasformazione della materia in energia.
Da Milano a Roma. Secondo indiscrezioni Eni sta studiando una soluzione anche per la trasformazione e la rigenerazione della propria base romana. In prima battuta aveva ipotizzato un trasferimento dei propri uffici nell'area Italgas, riutilizzando anche la struttura del gasometro dell'Ostiense. Ma «i tempi imposti dal Comune all'Eni, 4-5 anni, sono troppo lunghi per Eni – hanno dichiarato gli stessi tecnici capitolini –. Si sta quindi studiando un'ipotesi alternativa per riqualificare l'area con un mix di attività.


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