Progettazione e Architettura

Nel Tecnopolo Tiburtino al via la sede aziendale CasaClima A

Francesca Oddo

La nuova sede della Intecs occuperà 3.500 metri quadrati all'interno del Tecnopolo Tiburtino, una zona di circa 70 ettari ideata con l'obiettivo di realizzare aree organizzate capaci di attrarre iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico

Al via i cantieri per la nuova sede romana di Intecs, azienda italiana impegnata nella progettazione e nello sviluppo di sistemi elettronici high-tech per i mercati spazio, difesa, trasporti e telecomunicazioni. Occuperà 3.500 metri quadri all'interno del Tecnopolo Tiburtino, una zona di circa 70 ettari ideata con l'obiettivo di realizzare aree organizzate capaci di attrarre iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico.
Il progetto architettonico per la nuova sede è di modostudio (Fabio Cibinel, Roberto Laurenti e Giorgio Martocchia) con Sofia Cattinari. Modustudio con Sofia Cattinari si sono aggiudicati l'incarico vincendo un concorso di progettazione a inviti bandito da Intecs nel 2009. Superando in gara IaN+, Officina del Disegno (Firouz Galdo), Gaia Grossi, modostudio ha ottenuto l'affidamento delle successive fasi di progettazione e la direzione artistica. A metà del 2011 è stato ottenuto il permesso di costruire e ora sono entrati nel vivo i cantieri con Cogei Costruzioni di Bologna. Il costo complessivo dell'intervento è di circa 6 milioni. La conclusione dei lavori è prevista per la primavera del 2013.
La nuova sede, progettata con l'obiettivo di ottenere la certificazione energetica CasaClima A, appare come una scatola dal profilo lineare votata a raccogliere la luce naturale e a dichiarare al suo esterno le attività che in essa si svolgono. La sua pelle, che alterna pannelli in acciaio riflettente a pannelli di vetro, è il tramite per un rapporto osmotico fra interno ed esterno, fra ambiente del lavoro e contesto di insediamento. Una dinamicità che si ritrova nello stesso disegno delle facciate, la cui tessitura regolare è a tratti interrotta da una fascia obliqua, anch'essa trasparente, che percorre l'edificio sui suoi quattro lati: un collegamento orizzontale e verticale destinato a mettere in comunicazione i quattro livelli della sede. «L'edificio risulta composto da una serie di piani connessi tra di loro con continuità tramite dei collegamenti che si rileggono in facciata – spiegano gli architetti –, diventando scale, terrazze o piani inclinati ospitanti sale conferenze o auditorium all'aperto, fornendo un layout funzionale estremamente vario e flessibile». Questo movimento quasi a spirale si ripete anche all'interno, proprio nel cuore dell'edificio, dove una plastica e monumentale scala si avvolge su se stessa procedendo da piano terra fino all'ultimo livello, quello della terrazza. La scala, oltre a offrire la suggestione di uno scenario mobile e dinamico, catalizza ancora una volta la luce naturale distribuendola all'interno dell'edificio. Ogni concessione al puro gioco di forme trova in questo progetto una giustificazione funzionale.


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