Progettazione e Architettura

Con Kuma l'Italia partecipa alla ricostruzione del Giappone

Paola Pierotti

A un anno dal terremoto che ha colpito il Giappone (11 marzo 2011) l'Italia presenta un suo contributo alla ricostruzione delle aree disastrate. Si tratta di un centro di incontro per anziani, un'opera di pubblica utilità ad alto valore sociale e culturale da costruire a Rikuzentakata, città quasi totalmente spazzata via dallo tsunami.

Il progetto preliminare è stato donato da Kengo Kuma. L'iniziativa è frutto della collaborazione fra Kengo Kuma, la Comunità di Sant'Egidio, il gruppo di volontariato Italians for Tohoku, l'ambasciata d'Italia in Giappone, e il Kuma Lab dell'Università di Tokyo.

«L'architettura è ispirata alle forme del loto, metafora di un organismo che vive galleggiando sull'acqua e per il cantiere si prevede l'impiego di falegnami del luogo. Altro requisito del progetto - spiegano i progettisti - è la sostenibilità ambientale dell'intervento, e la capacità di rapportarsi al contesto in maniera organica e rispettosa del paesaggio».

Il finanziamento dell'operazione è reso possibile dalla Comunita Sant'Egidio.


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