Progettazione e Architettura

Il Museo Enzo Ferrari taglia il traguardo

Mauro Salerno

Il «cofano» giallo Modena firmato da Ian Kaplický è pronto per la barriera a scacchi. Ora si capisce bene che, come un sorpasso all'ultima curva vale il prezzo del biglietto di una gara, il colpo d'occhio che si offrirà ai visitatori del museo disegnato dall'architetto ceco, fondatore dello studio inglese Future Systems, vale per intero la sfida ingegneristica necessaria a portare il progetto dalla carta all'inaugurazione in programma sabato 10 marzo.

«Progetti e Concorsi» ha visitato in anteprima la galleria progettata per "abbracciare" la casa natale di Enzo Ferrari, agli ultimi ritocchi prima del taglio del nastro. Un progetto dal doppio volto capace di far incontrare storia e modernità, restauro e innovazione, puntando a regalare alla città emiliana un motore turistico-culturale da circa 100-150mila visitatori all'anno. «Non è un museo aziendale – precisano alla Fondazione che ha seguito tutto l'iter del progetto – ma un museo cittadino, pensato per onorare il mito di Ferrari». Non a caso una parte importante dell'operazione, frutto di un concorso del 2004, ha riguardato la casa natale e l'officina della famiglia Ferrari, che ora ospiteranno un percorso museale sulla vita del fondatore del Cavallino e gli uffici della Fondazione presieduta da Pietro Ferrari. Cuore del progetto è però il guscio d'alluminio giallo dalle forme organiche disegnato da Kaplický scomparso nel 2009, poche settimane prima dell'apertura del cantiere.

Portato a termine in tre anni al costo di 14,2 milioni l'intero progetto è stato seguito dall'italiano Andrea Morgante (Shiro Studio, architettura e direzione artistica) e da Politecnica Ingegneria e Architettura (project management e direzione lavori). Oltre alla metafora motoristica – la copertura d'alluminio sostenuta da 5mila appoggi che la rendono indipendente dalla struttura, la facciata-radiatore inclinata di 12 gradi e realizzata con vetri basso-emissivi – alla base del concept c'è l'idea di abbracciare la vecchia casa di Ferrari (di proprietà di una famiglia che l'ha solo concessa in affitto al Comune) senza sovrastarla. Intento riuscito grazie anche all'intuizione di interrare la galleria, che in un percorso parzialmente ipogeo (-4,5 metri) offrirà un viaggio tra automobili storiche esposte su piattaforme disegnate ad hoc con sala conferenze, sala didattica oltre a caffè e bookshop aperti alla città (non solo ai visitatori) per 363 giorni all'anno. Il museo sembra così fuoriuscire direttamente dal terreno innalzandosi per 12 metri, arrivando alla stessa quota della casa. La climatizzazione è assicurata da 25 sonde geotermiche affondate per 100 metri nel sottosuolo. Per i visitatori il brivido è garantito, a dispetto di tutti gli sforzi per coniugare risparmio energetico e comfort ambientale.


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