Progettazione e Architettura

La nuova sede del colosso dell'energia a Morphosis con Nemesi

Paola Pierotti

Un investimento da 140 milioni che secondo le previsioni dell'azienda dovrà essere costruito entro il 2015. Anche dall'Eni un segno per l'Expo.

Alleanza italo-americana per il nuovo quartier generale dell'Eni a San Donato Milanese. Thom Mayne con il suo studio Morphosis (Los Angeles) e i quarantenni romani dello studio Nemesi & Partners hanno vinto la maxi-gara indetta dal colosso dell'energia per realizzare il nuovo centro direzionale Exploration and Production di Eni. Un investimento da 140 milioni che secondo le previsioni dell'azienda dovrà essere costruito entro il 2015. Anche dall'Eni un segno per l'Expo.
Morphosis e Nemesi si sono presentati in squadra con gli ingegneri francesi di Setec Tpi e Setec Batiment, e i paesaggisti di Pasodoble e hanno battuto gli altri gruppi ammessi alla seconda fase progettuale con un progetto che si distingue come «segno sul territorio, esprimendo i valori e la vision di Eni – spiegano dall'azienda – in armonia con l'attigua Metanopoli e secondo i principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, in continuità con la tradizione di Enrico Mattei».

L'uomo e la comunità saranno al centro della piazza, cuore simbolico del nuovo edificio. L'architettura e il paesaggio saranno integrati. Le torri direzionali (tre previste dal bando: due alte al massimo 24 metri, la terza non poteva superare i 49 metri data la vicinanza all'aeroporto) non si mostrano come landmark verticali ma generano un'architettura orizzontale e metamorfica, «un continuum dinamico – spiegano gli architetti – che rimanda all'immagine della trasformazione della materia in energia». Sono questi i tre elementi che connotano l'architettura del nuovo centro Nemesi-Morphosis.

Il centro direzionale Exploration & Production di Eni si colloca nell'ex complesso industriale e ospiterà circa 3.500 persone. Si estenderà su una superficie di 65mila mq di cui 60mila mq per uffici e 5mila mq per servizi.
Il concorso è stato aggiudicato dopo un anno dalla pubblicazione del bando. Annunciato come «il concorso dell'anno» dato il prestigio della committenza, la strategicità dell'area, l'investimento e la rosa dei nomi ammessi alla seconda fase concorsuale, si è confermato tale nel momento dell'aggiudicazione. Il nuovo headquarter Eni sarà l'occasione per il consolidamento dello studio romano guidato da Michele Molè e darà l'opportunità all'archistar di Los Angeles di firmare una grande architettura in Italia, la seconda dopo la sede Alpe Adria Bank realizzata in provincia di Udine.

Gli altri nove gruppi ammessi alla gara erano guidati rispettivamente da Contec con Kubawara Payne Mckenna Blumberg Architects; i danesi Big con Simete Impro, Studio Pession, Tre Erre Ingegneria, Sanprogetto, Ardea e Onleco; Dominique Perrault con Roberto Murgia, Tecnica Y Proyecto, Bureau Bas Smets; gli inglesi Hok con Bvc Progetti e Technion; Richard Meier con Cundall Johnston & Partner, Alter studio, Czstudio Associati; l'olandese UNstudio con Arup; Buro Happold con Cino Zucchi Architetti e Agence Ter; Mario Bellini con B+G, Ebert-Consulting e Latz u.Partner; ancora Arata Isozaki con Andrea Maffei Associati e Steam.

Il progetto. Niente torri ma un'architettura-paesaggio. Un edificio fluido con una vocazione scultorea nel suo sviluppo tridimensionale, ma un'architettura semplice in pianta e in sezione, facile da costruire e capace di comunicare il brand aziendale. È questo il concept del nuovo headquarter Eni . Un organismo sistemico che in modo armonico articola le tre torri-ufficio richieste dal bando per la realizzazione del centro direzionale «Exploration & Production» e una quarta torre per Snam. «Abbiamo lavorato sul concept proponendo un'alternativa ai quattro edifici richiesti dal bando – spiega l'architetto romano Michele Molè –. I nuovi volumi sono stati organizzati intorno a uno spazio vuoto che è diventato il vero cuore del progetto». Per Nemesi e Morphosis la piazza è l'espressione del nuovo headquarter, «rappresenta il carattere di democraticità e trasparenza».

Come una sorta di erosione gli architetti hanno immaginato un edificio-città che si genera intorno a uno spazio vuoto, area di distribuzione dell'intero headquarter. Altro tema del progetto Nemesi-Morphosis è la comunicazione del marchio aziendale, realizzato attraverso un progetto che nasce dal suolo. «Nella definizione del progetto – continua Molè – abbiamo voluto comunicare il processo produttivo che caratterizza la ricerca dell'azienda: la trasformazione del gas in energia. In pianta non si vedono i tre oggetti separati ma un unico elemento che genera una traiettoria e che, come un fluido dinamico – spiega Susanna Tradati, altra partner dello studio Nemesi – simboleggia la trasformazione della materia in energia». Architettura metamorfica la definiscono gli architetti. «Anche in alzato si può apprezzare il continuum architettonico: i volumi salgono, fino a raggiungere i 50 metri della torre più alta, e poi si abbassano – dice Molè – dove si trovano le aree comuni e gli spazi pubblici».

I colori del marchio Eni saranno ripresi nelle facciate dell'edificio. «I brisoleil vetrati e serigrafati saranno parzialmente colorati, dal giallo al rosso della fiammata – spiega Molè – riprendendo il logo del cane a sei zampe. I brisoleil saranno colorati solo nello spessore in modo tale da enfatizzare i riflessi e mostrare un effetto di vibrazione». L'ala riservata a Snam sarà caratterizzata invece dalla presenza del colore azzurro, quello del gas. I brisoleil saranno orientabili e girevoli e seguiranno l'orientamento solare.
L'intervento sarà sviluppato su una superficie di 65mila mq con un costo previsto di 140 milioni. Oltre agli uffici sono previsti anche un auditorium modulare, una biblioteca, un ristorante e spazi dedicati ai bambini. Anche per l'edificio Snam, altri 10mila mq, sono previsti uffici e altre funzioni, compreso un altro auditorium e un altro ristorante.

Ai progettisti vincitori del concorso di progettazione sarà affidato l'incarico fino alla progettazione definiva, poi sarà messo in gara l'esecutivo e la realizzazione dei lavori


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