Progettazione e Architettura

A Milano spazi per i giovani con micro-innesti. Progetto di Onsitestudio

P.C.

Il finanziamento concesso a Milano è di 1,5 milioni sui 15 milioni di fondi statali concessi a 14 città metropolitane. Ciascuna, sul modello Europan, individua un'area critica da riprogettare. Milano si è concentrata sul quartiere Sant'Ambrogio

Housing a Milano? Si sperimenta con l'"agopuntura". È stata aggiudicata nei giorni scorsi la gara promossa dal Comune per realizzare il progetto «Foyer» che prevede la rivitalizzazione del quartiere Sant'Ambrogio – insediamento pubblico, in parte venduto ai privati negli anni '80 – dove si rende necessario un mix sociale e in particolare soluzioni adatte ai giovani.

Tra i protagonisti dell'Ati vincitrice c'è anche lo studio degli architetti trentenni Onsitestudio (Angelo Lunati e Giancarlo Floridi) guidati da La Cordata (Claudio Bossi e Silvia Bartellini) e responsabile della gestione.

Il Comune ha nominato Fondazione Housing Sociale advisor dell'operazione, sostenuta dal dipartimento per le Politiche giovanili di Palazzo Chigi, per progetti che favoriscano l'autonomia abitativa dei giovani, incrementando l'offerta di alloggi in locazione a prezzi contenuti. Il finanziamento concesso a Milano è di 1,5 milioni sui 15 milioni di fondi statali concessi a 14 città metropolitane. Ciascuna, sul modello Europan, individua un'area critica da riprogettare. Milano si è concentrata sul quartiere Sant'Ambrogio.

«Realizzeremo 20 alloggi da 50 mq ciascuno con una cucina, due camere, un bagno e un soppalco unitario – spiega l'architetto Floridi –: cellule che saranno inserite al piano terra, per tutta la lunghezza dell'edificio firmato da Arrigo Arrighetti negli anni '60, che si estende per 1,5 chilometri. Alloggi al posto degli spazi-portinerie rimasti per anni inutilizzate». Il sistema del Foyer rafforza il rapporto con lo spazio aperto della corte centrale (già presente nell'insediamento) disponendo le unità abitative al livello del suolo com'è per gli altri servizi. Oltre alle 20 nuove cellule residenziali sono previste tre aree di servizio: «una sarà un ibrido tra lavanderia e internet point, la seconda ospiterà una sala riunioni e un ufficio di gestione, la terza – aggiunge Floridi – sarà frutto di un laboratorio di partecipazione con gli abitanti del quartiere». Il processo di partecipazione sarà gestito da Esterni. «Per permettere l'attività di progettazione partecipata – si legge nella relazione – gli incontri con il quartiere saranno svolti nell'ultima portineria che andrà ristrutturata».

Un'iniezione di contemporaneità che dovrebbe, secondo le intenzioni, contaminare l'intero fabbricato progettato da Arrighetti. Progetto che imitava un modello di derivazione Nord europea, ispirato anche alle architetture di Alvar Aalto, sia per la forma degli edifici che per la scelta di far campeggiare le grandi strutture di servizio nello spazio aperto verde centrale.

La costruzione sarà a secco. Nella relazione di progetto si legge che «si è optato per un sistema formale costruttivo che utilizza una combinazione di una struttura leggera in acciaio dipinta di bianco appoggiata con delle piastre al solaio esistente. I tamponamenti saranno in legno sia per le pareti che per i solai dei soppalchi». L'involucro della portineria viene quindi rispettato mantenendo le murature perimetrali che vengono ripristinate conferendo loro un aspetto astratto, bianco, e aumentando la luminosità. Solo il bagno sarà completamente tamponato in legno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA