Progettazione e Architettura

La scuola di Cucinella. La culla della cultura produce anche energia

Mario Cucinella (Mario Cucinella Architects)

Armonia con l'ambiente e il paesaggio; orientamento studiato per sfruttare l'irraggiamento solare - quotidiano e stagionale - utilizzando l'energia prodotta per far funzionare la scuola; integrazione del verde con l'architettura. Questo il dna del concept di Mario Cucinella disegnato per «Progetti e Concorsi»

La proposta di iniziare a ripensare le nostre scuole in veste "green", apre per la prima volta uno scenario del tutto nuovo al riguardo dell'architettura istituzionale. Il ministro Profumo pone una questione fondamentale non solo per quanto concerne la necessità di progettare nuove scuole, ma promuovendo una volontà di inserirle in una visione ambientale.

Un progetto "green" è un progetto migliore; questo deve essere condiviso soprattutto con i docenti che devono essere ascoltati per costruire con loro il nuovo modello di organizzazione dello spazio per renderlo sempre più efficiente. Tale progetto deve essere condiviso con le rappresentanze delle famiglie perché queste vengano informate sullo sviluppo della scuola, aprendo così un'autentica stagione di condivisione e partecipazione.

Attraverso questo nuovo progetto si dovrebbe avviare una nuova stagione per l'architettura italiana; i ricordi – ahimé – sono troppo lontani e ci rimandano a quella stagione legata alla ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale quando i Governi d'allora chiamarono i giovani architetti italiani i quali fecero nel tempo la storia moderna dell'architettura del nostro Paese. È tempo che qualcosa cambi e che si affronti il futuro con entusiasmo e ottimismo, ripensando a un avvenire possibile che per troppi anni è stato annebbiato da una dannosa miopia politica.

Nuove scuole che dialoghino con il clima – così diverso nel nostro Paese – e che integrino le tecnologie solari per renderle autonome e a emissioni zero, per diventare così un modello anche per il settore privato. Questa è una delle priorità sulle quali particolarmente insistere. Si parla in questi ultimi periodi di smart grid e smart building; questa è una grande occasione per rendere smart una rete importante di edifici pubblici che possono scambiarsi l'energia prodotta. L'applicazione di fotovoltaico nelle scuole per l'approvvigionamento di energia elettrica va visto in funzione di una riduzione della domanda energetica degli edifici e una messa in rete di una smart green school grid per rendere più efficiente l'uso delle rinnovabili.

Gli edifici pubblici non devono essere più visti come un problema; devono diventare una soluzione sia ambientale che economica, capaci di generare – attraverso l'autoproduzione energetica – un credito che aiuti la scuola a risolvere i problemi di gestione.

Tutto questo è alla nostra portata in quanto abbiamo le conoscenze e le tecnologie; occorre solo una forte determinazione politica affinché si possano avviare questi cambiamenti. Per quanto riguarda la parte economica è necessario vedere gli investimenti con il principio del valore e dei benefici, soprattutto dal punto di vista dei consumi energetici e delle emissioni. Il tema è interessante proprio per la quantità di edifici presenti sul territorio italiano; in Italia esistono 43mila scuole che rappresentano il 30% del patrimonio pubblico (fonte Cresme), con consumi medi per il riscaldamento maggiori di 100 kWh termici mq/anno e con un costo energetico di 1,370 miliardi di euro (fonte Enea rse/2009/165).

Con un'operazione di retrofit energetico e lavorando sull'involucro degli edifici si potrebbero migliorare performances e comfort, facendo rientrare gli edifici in una classe energetica B e risparmiare realisticamente il 50% sui costi energetici. Proiettando questo risparmio in un arco di tempo di dieci anni stiamo parlando di 6 miliardi di euro disponibili per il retrofit e la costruzione di nuove scuole in classe A.

In Cina – con il ministero dell'Ambiente e sotto la direzione dell'attuale Ministro – abbiamo costruito il primo vero esempio di green building coinvolgendo il Politecnico di Milano e le migliori conoscenze del nostro Paese, a dimostrazione che se si vuole si può e non mancano le competenze. Il clima è un elemento fondamentale nella progettazione e da secoli – oltre ad altri fattori – esso ha generato straordinarie architetture. Oggi queste esperienze potrebbero aprire una stagione di innovativi linguaggi integrati alle nuove tecnologie per così disegnare non tanto nuove costruzioni hi tech, ma nuovi edifici a basso contenuto tecnologico e alto contenuto di conoscenza.

Il ministro Profumo ha aperto un spiraglio; è importante che sappia come attraverso questi temi egli potrà influenzare una generazione di giovani architetti e questo è di per sé un evento eccezionale.


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