Progettazione e Architettura

Chipperfield, rush finale per la Città delle Culture di Milano

Paola Pierotti

Prime immagini del cantiere dell'archistar David Chipperfield che a settembre dirigerà la Mostra di Architettura alla Biennale di Venezia

A fine estate inaugurerà la 13 Biennale di Architettura e poco dopo taglierà il nastro del nuovo museo Città delle Culture a Milano. David Chipperfield ricorderà il suo 2012 italiano per la direzione della mostra di Venezia ma anche per l'apertura di uno spazio espositivo che è nato nel 2000 con un concorso internazionale. Si tratta a tutti gli effetti della sua prima grande opera realizzata nel nostro Paese. Il museo aprirà il prossimo autunno ma senza allestimenti (come si usa fare da qualche tempo per le grandi opere pubbliche di architettura, basta ricordare le inaugurazioni dei musei romani Macro e Maxxi). Nei mesi successivi si provvederà alla definizione degli interni, che potrebbe essere affidata allo stesso studio David Chipperfield Architects.

Il museo è salito all'interno di una corte, tra i capannoni industriali, con un forte carattere introspettivo. «Struttura e facciate sono pronte, stiamo lavorando negli interni. I lavori proseguono rapidamente» racconta Cristiano Billia, associato David Chipperfield Architects e responsabile della direzione artistica in collaborazione con Elena Naldi. «Esternamente l'edificio è un volume rivestito in zinco-titanio senza aperture. La parte centrale è caratterizzata invece dall'atrio completamente vetrato – racconta l'architetto triestino – realizzato con una particolare forma organica e pensato come piazza coperta, attorno alla quale si apriranno le sale espositive di tagli diversi e modificabili in modo flessibile. Il volume realizzato in vetro acidato, con superfici curve, fungerà da lanterna per la città nelle ore serali».
Non solo un museo con design d'autore ma anche un'opera di riqualificazione urbana, nuovo attrattore culturale, che arriva alla meta dopo 13 anni dal concept.
L'importo lavori è di 45 milioni, tutti finanziati dal Comune. Due piani interrati ospitano i parcheggi, fuori terra ci sono 12mila mq di superficie lorda costruita di cui 1.500 mq per le esposizioni permanenti e 850 per quelle temporanee.

Intanto nella settimana delle Moda milanese David Chipperfield ha inaugurato il suo primo flagstore Valentino in via Montenapoleone. «È il primo negozio che propone una versione a 360 gradi del marchio al giorno d'oggi. Un punto d'arrivo – ha detto l'architetto britannico – ma anche l'inizio di un processo di sviluppo che in due anni coinvolgerà tutti i punti vendita Valentino».

Il progetto viene seguito dalla base milanese di David Chipperfield Architects, guidata da Giuseppe Zampieri, studio che dopo sei anni conta oggi 25 unità. È questo il team che sta seguendo il cantiere Città delle Culture, che a settembre ha inaugurato a Verona la riqualificazione della vasca natatoria all'Arsenale (piccolo stralcio di un maxi-progetto congelato negli anni) e che conta di ultimare entro l'anno quattro edifici del Palazzo di Giustizia di Salerno e di finire gli esterni degli altri due. In primavera a Venezia sarà aggiudicata invece la gara per un secondo stralcio dell'ampliamento del cimitero. A Pisa un anno fa è stato consegnato il piano di recupero dell'area di Santa Chiara. Chipperfield in Italia è arrivato con i concorsi e lavora con il pubblico.

Quello di Milano non è un semplice museo ma un centro culturale con un auditorium da 200 persone, un ristorante, una caffetteria, sale didattiche e altre per la stampa. I materiali? «Al piano terra soffitto a cassettoni in cemento armato faccia a vista, per richiamare l'atmosfera dell'area Ansaldo – spiega Cristiano Billia –. Sale dipinte di bianco con soffitto in barisol al primo piano per far entrare la luce negli spazi espositivi. La pavimentazione è grigio scuro, in pietra basalto etneo. L'effetto sorpresa sarà dato dai colori vivaci delle pareti al piano terra». L'opera è costruita da un'ATI guidata dal consorzio formato da Cclm, Cmsa e Cefla, a cui si affiancano Stahlbau Pichler e Gemmo.


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