Progettazione e Architettura

Addio acciaieria, a Udine arriva l'eco-quartiere firmato Gregotti

Massimiliano Carbonaro

Il 2 marzo a Udine in programma una conversazione intitolata «Dialogo sulla città» tra Furio Honsell e Vittorio Gregotti: sindaco e architetto affronterano il tema della centralità del progetto nell'ambito del disegno urbano, nuovo polo attrattivo all'interno di un territorio in trasformazione

Dopo un'attesa di 20 anni entra nel vivo il recupero delle ex acciaierie Bertoli di Udine, secondo il progetto di Vittorio Gregotti, autore del piano particolareggiato e delle progettazioni. L'area dismessa misura 322mila mq e sarà recuperata avendo cura degli elementi di archeologia industriale. Dopo la piastra commerciale e la prima struttura a uffici in via di definizione il complesso residenziale: 5 torri più ville e case basse per accogliere un migliaio di residenti.

I primi disegni risalgono alla fine degli anni Novanta, ma la fase operativa con le demolizioni e bonifiche è arrivata solo nel 2005 in un contesto denso di significati per il capoluogo friulano visto che gli insediamenti industriali risalgono all'Ottocento, mentre l'attuale riqualificazione rappresenta lo sviluppo verso nord della città. «Siamo andati avanti nella nostra progettazione nel corso di questi anni – spiega Gregotti – pensando a un ambito in cui non ci sia una monofunzionalità, ma provando a modulare il più possibile le funzioni, prestando insieme grande attenzione agli elementi storici presenti, per quanto piccoli».

Nell'ex acciaieria, dopo un lungo travaglio urbanistico che ha necessitato due varianti al Prg, un piano particolareggiato, un Prust (è un'area al confine con diversi comuni) e l'inserimento di un raccordo con l'autostrada, si è finalmente definita una trasformazione che prevede 33mila mq di grande distribuzione, 36mila mq di terziario e 70mila mq di nuove residenze. Ora per il cosiddetto Terminal nord inizia la fase più stringente. L'elemento di segnalazione della parte commerciale con uno sviluppo verticale è diventato il landmark dell'intero intervento. A oggi è stato realizzato il primo palazzo a uffici ed è in corso la prima delle 5 torri residenziali da 12 piani. Il resto del complesso residenziale conta altri 7 edifici di 4-5 piani più alcune ville urbane di 1-2 piani.

Ogni comparto è ben caratterizzato. Gli uffici hanno un rivestimento metallico in facciata, mentre l'ambito commerciale è caratterizzato da una lunga promenade su cui si affacciano i negozi con vetrate alte oltre 5 metri. Il viale è stato pensato come asse portante pedonale dell'intero comparto.

Lo sviluppatore di tutta l'area è la Opit di Bergamo, attiva in Friuli dal 2000. Ci vorranno almeno altri sei anni per finire l'intero comparto, che richiederà un investimento di 100 milioni.
Una centrale di trigenerazione fornirà energia all'intera ex Bertoli. Le residenze saranno in classe energetica A. «Inizialmente – commenta Tarcisio Testa, amministratore di Opit – la cosa più difficile è stata coniugare la qualità garantita dallo studio Gregotti con i costi imposti dal mercato. C'è stato un impegno da parte di tutti anche dei fornitori. Adesso speriamo che le banche facciano da trait d'union con i clienti».


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