Progettazione e Architettura

Varato a Roma il ponte della Scienza

P.C.

Varato il ponte firmato dai quarantenni romani vincitori di un concorso internazionale indetto dal Comune di Roma nel 1999. Lungo 140 metri e largo 10, il ponte ciclo-pedonale si compone di due travi asimmetriche, una in acciaio e una in calcestruzzo precompresso

Il 3 marzo a Roma è stato varato il ponte della Scienza. A pochi mesi di distanza dall'inaugurazione del ponte della Musica costruito nel quartiere Flaminio, lungo un asse che connette l'Auditorium di Renzo Piano e il Museo Maxxi di Zaha Hadid, si avvia alla conclusione anche il secondo ponte, frutto di un secondo concorso indetto sempre nel 1999 dal Comune di Roma. «Due ponti pedonali sul Tevere» aperti in pochi mesi, a 12 anni dalle gare di progettazione.

Quello dell'Ostiense è costato 4 milioni di euro ed è stato finanziato con i fondi di Roma Capitale. «E' un ponte asimmetrico - spiegano gli architetti - pensato per connettere due quartieri. Le due rive saranno collegate da due travi realizzate in materiali diversi, una in acciaio, l'altra in cemento armato precompresso». L'architettura è firmata dai quarantenni romani Maximiliano Pintore, Gianluca Andreoletti e Stefano Tonucci e si articola in tre elementi strutturali ben evidenti: una struttura a sbalzo in cemento armato precompresso, con una luce di 25 metri, posizionata sulla riva sinistra per sostenere l'impacato centrale dal lato Ostiense; una struttura a sbalzo in acciaio con una luce di 52 metri, posizionata sulla riva destra sul lato Marconi; l'impalcato centrale, costituito da due travature in carpenteria metallica.

Il ponte ha una lunghezza di 140 metri e una larghezza di 10, di cui 7 sono carrabili (solo per mezzi di emergenza). Un'opera architettonica e urbanistica pensata dieci anni fa per connettere la «cittadella della Scienza» che nel frattempo è stata archiviata. Una città che sale con lentezza e con cambi di strategie.

I tempi lunghi sono da attribuire in prima fase alla ricerca dei finanziamenti e più recentemente ad un cambio dell'impresa. L'opera è stata realizzata dall'impresa Toriello Aniello con Maeg

Il nuovo ponte connetterà due aree della capitale in fermento.

All'Ostiense una città da costruire.
Da alcuni mesi sono partiti i lavori per la riqualificazione dei Mercati generali (la Città dei giovani di Rem Koolhaas). Poco lontano salirà il Campidoglio2 (frutto di un project financing che vede ora in lizza due cordate romane). E' quasi pronto il cavalcaferrovia vicino alla fermata della metro Garbatella.

Nella stessa area, proprio a ridosso della riva del Tevere, Eni ha studiato la possibilità di spostare i propri uffici, anche utilizzando la struttura del gasometro ma «i tempi del Comune per la bonifica sono troppo lunghi - dicono gli stessi tecnici comunali in occasione del varo del ponte - servirebbero 4-5 anni e per Eni sono troppi. Si sta quindi studiando al momento un'ipotesi alternativa per riqualificare l'area con un mix di attività».

Gli architetti che hanno progettato il ponte hanno elaborato anche un progetto preliminare per la realizzazione di un parco lineare di 5000 mq e lungo 300 metri, un percorso che attraverserà l'area della Centrale Montemartini e uscirà sulla via Ostiense. Il progetto ora è stato affidato a Risorse per Roma e gli architetti seguiranno il coordinamento.


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