Progettazione e Architettura

I nuovi hotel? Esperienze sensoriali in mutamento

Paola Pierotti

Oggi negli hotel il cliente non cerca più l'atmosfera domestica della propria casa ma vuole vivere un'esperienza sensoriale straordinaria unica e indimenticabile.
Tiziano Aglieri Rinella, autore del nuovo manuale «Hotel design – Fondamenti di progettazione alberghiera» edito da Marsilio e curato da Planethotel.net cita Ron Arad che ha da poco realizzato a Rimini il duoMo hotel. «In questo contesto in movimento – aggiunge Aglieri Rinella – sono presenti tendenze divergenti: se le grandi catene perseguono la standardizzazione degli spazi e degli arredi, gli alberghi indipendenti e i boutique hotel propendono verso una forte personalizzazione degli spazi». Via libera quindi alla sperimentazione negli involucri, nel layout degli interni, nella ricerca di materiali innovativi. Obiettivo? Esserecompetitivi razionalizzando i costi.

Architetto, quali sono i reali motivi che spingono questo fermento?
Gli hotel hanno un tempo di vita limitato: per l'interior design si parla di un orizzonte temporale di 7-8 anni, dopodiché l'immagine coordinata deve essere rimodulata. Ne va della competitività nazionale e internazionale.
Altro elemento che spinge l'innovazione è il contenimento dei costi di costruzione: alcune soluzioni, se moltiplicate per ogni stanza dell'hotel, possono ridurre anche del 20% il costo complessivo dell'opera.

Quali sono oggi le opportunità in termini di progettazione per il settore alberghiero?
Oggi in Italia ci sono 34mila hotel, nella classifica siamo i primi dopo Stati Uniti, Cina e Giappone; ma di questo patrimonio immobiliare meno del 10% sono nuovi hotel, tutti gli altri risalgono agli anni '70-'80. L'Italia ha un ricco patrimonio ma è decisamente vecchio. È un mercato potenziale ma ci si deve adeguare agli standard di investitori e clienti che preferiscono alberghi meglio equipaggiati e con immagini più contemporanee.

Dalle innovazioni della tecnologia alla domanda di sostenibilità ambientale, alla richiesta di contenimento dei costi, che ricadute hanno questi fattori nell'evoluzione della tipologia alberghiera?
Banalmente, solo pochi anni fa non si poteva immaginare che in ogni camera si potesse predisporre di tv con schermo piatto. Più recentemente in tanti alberghi si è deciso di togliere il frigo-bar dalle stanze e di sostituirlo con un distributore automatico al piano, azionabile con la carta magnetica che permette l'accesso in stanza. Tra le altre novità nel layout delle camere c'è anche la fusione tra bagno e camera a partire dalle suite. Non si tratta sempre di innovazioni ben accettate dagli ospiti ma spesso sono scelte inevitabili che si adeguano ai cambi di filosofia e soprattutto che hanno un impatto diretto sui costi di investimento e di gestione.

Per cosa si distinguono gli hotel più moderni?
Le hall si aprono alla città e sempre più spesso ospitano showroom e spazi espositivi temporanei come nel caso del T Hotel di Cagliari disegnato da Marco Piva. Le camere lentamente si trasformano. Si moltiplicano le funzioni annesse a quella alberghiera: non solo spazi business con sale di varie dimensioni, modulabili con pannelli removibili, ma anche aree benessere. Come si nota nei numerosi nuovi alberghi firmati da Matteo Thun. In alcuni hotel, come nel caso dell'UNA Hotel di Bologna, sono previste anche delle camere attrezzate per il fitness. Gli architetti intervengono con l'uso dei materiali, dal legno di Thun al corian di Micheli, piuttosto che sperimentando con il mondo della video-arte per ricreare suoni e luci di un paesaggio artificiale. Basta ricordare la sala relax dell'i-Suite di Rimini progettata proprio da Simone Micheli Architectural Hero. Alcune aziende collaborano con i professionisti creando soluzioni innovative: la Saint Gobain ad esempio ha realizzato dei vetri speciali che diventano opachi a comando e vengono impiegati nei box doccia per creare trasparenze temporanee tra bagno e camera.

E gli involucri?

L'immagine dei nuovi hotel deve essere ben riconoscibile. A Padova, per fare un esempio, per il Boscolo B4 Net Hotel, lo studio di Aurelio Galfetti ha realizzato una pelle con dei brisoleil orizzontali che creano un effetto dinamico accentuato anche dalla pianta dell'edificio che a ogni livello ruota rispetto a quella sottostante. In Italia però si deve spesso fare i conti con un patrimonio esistente da riconvertire. I nuovi hotel sono frutto di ristrutturazioni o di riconversioni da edifici di altre funzioni: Saporiti Hotel Design sta trasformando nel frusinate un'ex fabbrica in un hotel e nella campagna trevigiana Piva sta convertendo un ecomostro abbandonato in un nuovo albergo.

Il mondo dell'hotellerie è sempre più differenziato. Qual è il ventaglio delle proposte, oltre a quelle delle grandi catene internazionali?
Ci sono gli alberghi di design, gli art hotel, i boutique hotel. Sono sempre più numerosi gli hotel indipendenti che fanno capo ad alcuni marchi della moda da Bulgari a Missoni, da Maison Moshino di Milano ad Armani a Dubai. Da alcuni anni attraverso gli hotel i marchi della moda rilanciano il proprio brand.

Il libro curato da Planethotel.net è stato presentato nelle scorse settimane a Mestre nell'ambito di un convegno dedicato all'architettura dell'ospitalità. Perché un nuovo libro sugli hotel?
Si tratta di un volume che ha una struttura manualistica, tecnica, che spiega attraverso dei casi concreti i criteri per la progettazione degli alberghi contemporanei.
Abbiamo fatto un'analisi di quello che c'era nel mercato editoriale. Abbiamo constatato che mancava un prodotto che rispecchia gli standard degli hotel di oggi.


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