Progettazione e Architettura

Rapporto Civita: investire nella Cultura per rigenerare le città

Paola Pierotti

La città produce cultura e la cultura diventa un elemento-chiave per lo sviluppo della città perchè crea identità e rendite di posizione che la proteggono dalla competitività. Matteo Renzi, sindaco di Firenze e Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno chiedono migliori il rapporto tra poteri centrale e locale, si lavori sulla formazione della domanda tra le giovani generazioni e si osi, tutelando l'esistente ma anche creando qualcosa in linea con la sensibilità contemporanea

«Con la cultura non si mangia» aveva dichiarato l'ex ministro dell'Economia. «Ma con la cultura si nutre un Paese. E' giusto fare una riflessione sulle forme e sulle modalità di gestione attuali, ma le città devono imporsi per cambiare le politiche culturali, lavorando sulla qualità della domanda prima che sull'offerta. Pedonalizzare piazza del Duomo a Firenze è una scelta più culturale che una risposta a problemi di traffico» così Matteo Renzi, sindaco di Firenze è intervenuto nel dibattito promosso oggi (24 febbraio 2012) al Maxxi in occasione della presentazione del IX Rapporto Civita dal titolo 'Citymorphosis. Politiche culturali per le città che cambiano'. Renzi e Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, sono intervenuti in una tavola rotonda per raccontare le loro esperienze di amministratori pubblici.

Renzi ha ribadito la necessità che le Pubbliche Amministrazioni si ritaglino un ruolo nella creazione della domanda, demandando poi ai privati la gestione. De Luca ha evidenziato la necessità di «tutelare il patrimonio, ma allo stesso tempo quella di imporsi con una rottura culturale: la città è più ricca se la trasformazione culturale è complessa». Elencando i grandi cantieri aperti, da quello della piazza sul mare di Ricardo Bofill (una piazza-belvedere grande come quella di San Pietro con un parcheggio interrato per 700 auto) a quello del terminal marittimo di Zaha Hadid, al palazzo di giustizia di David Chipperfield, De Luca ha sottolineato che «servono opere figlie della sensibilità del nostro tempo».

La città produce cultura e la cultura diventa un elemento-chiave per lo sviluppo della città perchè crea identità e rendite di posizione che la proteggono dalla competitività. È questo uno dei temi emersi dalla ricerca condotta dal centro studi G.Imperatori dell'Associazione Civita che ha evidenziato quattro possibili macro-aree di sviluppo per politiche culturali urbane: la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, le mostre, i festival, il sistema dell'arte contemporanea, aree che rappresentano l'industria creativa e che si intersecano con diversi settori produttivi.

A livello europeo città come Londra, Parigi e Berlino rappresentano in termini di politiche, risultati raggiunti e infrastrutture, un traguardo difficilmente raggiungibile nell'immediato. Per accorciare le distanze la ricerca Civita (curata da Marco Cammelli e Pietro A. Valentino) propone di mettere in atto alcune politiche culturali efficaci. Uno: definire sistemi di governance e strumenti attuativi fortemente connessi con l'eredità politica delle città (città come Bilbao, Lione e Barcellona si sono dotate di piani strategici-culturali che hanno innescato sinergie efficaci per lo sviluppo urbano). Due: creare reti materiali e immateriali attraverso una forte coesione tra società e istituzioni. Tre: stato e città devono cooperare anche a livello territoriale. Quattro: migliorare il rapporto pubblico-privato, semplificando le procedure amministrative e fiscali, con opportuni ritorni di visibilità per le imprese che decidono di investire in Cultura.

Il rapporto Civita è un invito a porre la Cultura al centro delle linee di governo che un'amministrazione, a qualsiasi livello, dovrebbe mettere in atto. Il messaggio viene lanciato alla vigilia di un nuovo ciclo di finanziamenti europei, quello dei fondi strutturali 2014-2020.

La ricerca ha preso un campione di 12 città medie e grandi italiane e europee (Berlino, Barcellona, Edimburgo, Lione, Londra, Torino, Milano, Forlì, Roma, Bilbao, Mantova e Parigi) analizzate per capire qual è il ruolo che la cultura svolge all'interno dei processi di costruzione e implementazione di politiche integrate per lo sviluppo delle città. L'architettura è uno dei temi centrali per una città come Berlino, grazie all'Isola dei Musei che sorge nel cuore della città e il Kulturforum, rispettivamente posizionati nella parte orientale e occidentale della città. Londra continua ad occupare una posizione di assoluto rilievo nel campo dell'industria culturale: basti ricordare l'ampliamento della Tate Modern con un nuovo landmark building sempre firmato da Herzog e De Meuron e le previsioni delle ricadute che avranno le Olimpiadi.
Ancora, Lione oggi è il frutto di tre piani strategici e ora si sta lavorando al quarto. Una città frutto di un lavoro di un team interdisciplinare che mette al centro temi come l'ecologia urbana e la qualità della vita, i rapporti con la nuova economia globale, la coesione sociale, i territori e la governance, l'organizzazione dello sviluppo urbano.


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