Progettazione e Architettura

Acciaio da record a Milano con la torre Diamante di Kpf e Arup a Porta Nuova

Massimiliano Carbonaro

Terminati i lavori di carpenteria del grattacielo in costruzione all'interno del progetto di trasformazione promosso da Hines Italia. Trenta piani con strutture in metallo (2.600 tonnellate in gran parte di materiali riciclato) realizzate in officina e poi montate in cantiere

Una torre-diamante fatta di acciaio. È stata presentata nei giorni scorsi a Milano all'interno della trasformazione urbana di Porta Nuova, dove oramai l'edificio progettata dallo studio Kohn Pederson Fox Associates ha completato i lavori di carpenteria. La struttura che si staglia da terra per oltre 130 metri per 30 piani (più 4 piani interrati) presenta una forma irregolare e sfaccettata, che ricorda la pietra preziosa più amata dalle donne, ma che soprattutto ha richiesto l'apporto di Arup per lo sviluppo del progetto strutturale. Mentre sono intervenuti Stahlbau Pichl e r come costruttore metallico e Arcelor Mittal per le forniture dell'acciaio.

Travi e colonne in acciaio più solai in lamiera grecata, sono questi gli elementi principali della torre ribattezzata Diamante che ha l'ambizione di essere la più alta costruzione in struttura portante metallica realizzata nel nostro Paese.
L'edificio sorge lungo viale della Liberazione ed è destinato a ospitare uffici e attività commerciali. Nel dettaglio sono state impiegate 2.600 tonnellate di acciaio e 26mila mq di solai in lamiera con una scelta costruttiva che ha consentito una realizzazione rapida tanto che il grattacielo è cresciuto di un piano alla settimana. I vantaggi dell'uso così massiccio dell'acciaio sono stati sottolineati da Maurizio Teora di Arup che ha curato l'ingegnerizzazione della torre: «Questa scelta ha consentito di avere una struttura molto più leggera che non necessita nelle fondamenta di pali. Ma anche – ha continuato – nello sviluppo dell'intervento l'acciaio si è rivelato molto utile perché siamo di fronte a una geometria complessa».

La particolarità del progetto, infatti, con il suo procedere irregolare prevede che ai piani 9 e 22 cambi l'inclinazione, cosa che ha contribuito alla sua forma in maniera determinante, ma che dal punto di vista delle strutture ha richiesto una particolare analisi delle spinte. Allo stesso modo per quanto riguarda le colonne perimetrali della torre che sono inclinate rispetto alla verticale per assecondare il disegno architettonico. Se si guarda al layout interno, questo è caratterizzato invece da un nucleo centrale attorno al quale si sviluppa lo spazio. Una soluzione voluta soprattutto per massimizzare l'ingresso della luce naturale e consentire la vista sulla città. Per scelta del committente l'intero complesso concorre per ottenere la certificazione di matrice americana Leed al livello gold.

Questo ha implicato che che le opere di carpenteria metallica fossero realizzate in stabilimenti che si trovassero in un raggio di 800 km da Milano e che almeno il 65% del materiale metallico adoperato fosse frutto di riciclo. Il risultato è stato un cantiere-meccano dove in pratica ci si è limitati a montare le travi di acciaio arrivate dalle officine con oltre 100 rimorchi per trasporti pesanti. Di fatto gli unici elementi saldati sul sito erano elementi di collegamento al nucleo, mentre per il resto hanno utilizzato coprigiunti bullonati. Un'altra peculiarità del progetto riguarda la realizzazione della copertura inclinata, che contribuisce alla forma da cui deriva il nome, con gli ultimi due livelli della torre che sono dedicati agli spazi meccanici: «Abbiamo dovuto lavorare a 130 metri di altezza per completare questa parte – ha commentato Gianfranco Piccolin di Stahlbau Pichler – in una situazione che ha richiesto accortezza per i montaggi perché non c'erano protezioni». L'unico vero neo di tutto l'edificio, che fa parte della trasformazione urbana di Porta Nuova sviluppata da Hines Italia nel centro di Milano, riguarda gli utilizzatori non ancora definiti a pochi mesi dalla chiusura dei cantieri. Al momento – fanno sapere dall'operatore – sono molti i tenant che hanno mostrato interesse per gli spazi, ma ci troviamo ancora in una fase di valutazione.


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