Progettazione e Architettura

Un vestito low cost per il capannone

Luigi Prestinenza Puglisi

Il capanone della ditta Artwood a Castelfiorentino radicalmente trasformato grazie a un'intuizione. Usare a mo' di drappeggio sulla struttura in cemento le tende fatte con il tessuto adoperato nelle campagne per proteggere le coltivazioni dalla grandine. Costi? «Con meno di 2mila euro - spiegano gli architetti - abbiamo comprato il tessuto e a questa cifra si sono dovuti aggiungere solo i costi per metterlo in opera»

Paolo Posarelli e Gianni Bellucci si laureano a Firenze nel 1999 con una tesi di progettazione urbana, per poi aprire uno studio professionale a San Miniato, in provincia di Pisa. Lo battezzano con un nome quasi impossibile da pronunciare Lda.Imda, dove Lda sta per laboratorio di architettura. Lo studio è attivo in diversi settori: progetti per la clientela privata, soprattutto abitazioni monofamiliari; design di oggetti; lavori pubblici attraverso una partnership con altri soggetti; ha il nome di XXL Project e attualmente sta lavorando all'infrastruttura viaria che lungo l'Arno collega i comuni di Empoli, Montelungo Fiorentino e Capraia e Limite. Vi è, infine, un inizio di attività all'estero, nella città brasiliana di Belo Horizonte dove sono in corso di realizzazione un paio di progetti residenziali.

Il progetto che qui presentiamo è la riconversione a Castelfiorentino di un capannone adibito a showroom per una ditta artigiana, la Artwood, che lavora con il legno utilizzandolo per realizzare mobili su misura e pavimenti. In origine l'incarico era limitato alla progettazione degli interni. I due soci di Lda.Imda riescono però a convincere il committente che, dal punto di vista commerciale, a poco sarebbero serviti i nuovi spazi vendita se il capannone all'esterno fosse rimasto tale e quale. E propongono di modificarne l'aspetto grazie a un accorgimento: l'aggiunta tutt'intorno di tende fatte con il tessuto adoperato nelle campagne per proteggere le coltivazioni dalla grandine.

«L'idea – ci racconta Paolo Posarelli – è venuta a una nostra collaboratrice: l'architetto Stefania Catastini. Ed è piaciuta subito per semplicità ed economicità. Con meno di 2mila euro abbiamo comprato il tessuto e a questa cifra si sono dovuti aggiungere solo i costi per metterlo in opera. Una somma molto modesta rispetto al risultato ottenuto». Le tende all'esterno, oltre a focalizzare l'attenzione del pubblico sull'edificio, sono funzionali all'allestimento interno dove le pareti sono anch'esse ricoperte da tendaggi. Le pareti in calcestruzzo del capannone, così foderate dentro e fuori, scompaiono. E il visitatore ha l'impressione di recarsi in un leggero e aereo padiglione e non all'interno di un banale edificio industriale di serie.

È interessante notare come a questa strategia contribuisca il profondo portale di ingresso che fuoriesce sia all'esterno che all'interno rispetto al filo parete. Ricorda quelli attraverso i quali si accede ad alcuni teatri: attraversando la parete perimetrale con un breve tunnel evita di farne notare l'esistenza contribuendo ulteriormente al suo annullamento percettivo.
«La scomparsa dell'involucro – continua Giovanni Bellucci – serve anche a focalizzare l'attenzione del pubblico sulle scatole da noi progettate per l'allestimento». Queste sono di due tipi: le stanze e le scatole sospese. All'interno delle prime sono presentati i prodotti con la tecnica dell'ambientamento oramai consolidata negli showroom, in modo da dare al pubblico la sensazione di come saranno i prodotti una volta all'interno delle loro abitazioni. Le scatole sospese sono pozzi di luce artificiale che illuminano i piani di lavoro sottostanti sui quali si possono appoggiare i prodotti.

Tutte le pareti esterne, delle stanze e delle scatole, sono rivestite con diverse essenze di legno che la ditta commercializza. Fungono quindi da espositori. L'effetto è vario e piacevole perché in una stessa parete si alternano grane e trattamenti: spazzolato, invecchiato, dato a piano di sega, levigato, cerato ecc. Alla regola del rivestimento con le tende, all'interno, sfugge una parete nella quale appare un frammento del marchio della ditta ingrandito oltre misura. Rappresentando un frammento di bosco, oltre a richiamare l'attenzione sulla ditta, funge da sfondamento prospettico, annullando oltretutto l'impatto claustrofobico che un ambiente totalmente chiuso da tende poteva generare.

Il pavimento di tutto il capannone è, ovviamente, in legno. In origine alcune parti dello stesso dovevano essere mobili per permettere la rotazione nel tempo dei pavimenti esposti. Poi, per ragioni di velocità di posa e di semplicità di impatto visivo, si è preferito optare per una pavimentazione unica. Realizzati con materiali leggeri, le scatole e i box dell'allestimento sovrastante possono, infine, essere smantellati con facilità e riconfigurati a piacimento


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