Progettazione e Architettura

Verde, luce e trasparenza per il nuovo asilo di Laboratorio Permanente

Mauro Salerno

Pareti trasparenti con bow window e logge protette da sbalzi in copertura. È il modo con cui lo studio milanese tenta di trasformare l'asilo, in corso di progettazione a Correggio (Re) per conto della famiglia Recordati, in una sorta di giardino coperto. Sul tetto uno spazio attrezzato e praticabile restituirà lo spazio di 400 mq sottratto al suolo per realizzare l'ampliamento della scuola materna.

Un giardino coperto (da un tetto verde). È il concept studiato dai trentenni milanesi di Laboratorio Permanente per un asilo da realizzare a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, in un territorio che ha fatto un marchio di fabbrica dell'innovazione sul fronte del rapporto tra didattica e architettura. L'iniziativa nasce su incarico della famiglia Recordati e riguarda l'ampliamento di una vecchia scuola materna, peraltro già frutto di un progetto donato alla città dal gruppo farmaceutico con 2.800 dipendenti fondato proprio a Correggio nel 1926.

«La nuova struttura - spiega Nicola Russi, titolare dello studio milanese insieme ad Angelica Sylos Labini - andrà a occupare una porzione dell'attuale giardino. Per questo il nostro progetto cerca di costruire un giardino coperto, trasparente e permeabile rispetto al parco circostante, restituendo sul tetto verde e praticabile la porzione di suolo occupata dal nuovo volume».

L'ampliamento, in corso di approvazione da parte del Comune, occuperà una superficie di 400 metri quadrati, distribuita su un solo livello «con uno sviluppo simile alla Glass House di Philip Johnson», sottolinea l'architetto. Anche mantenendo i bambini al coperto, la struttura sembrerà parte integrante del giardino. Il ricorso a generose aperture vetrate rende le pareti perimetrali quasi completamente trasparenti. in parte il sistema delle facciate rientra rispetto al "filo" della struttura creando logge e bow window che permetteranno di fruire di viste privilegiate e spazi all'aperto godibili anche durante i mesi invernali. Sul tetto, accessibile grazie a una scala esterna, sarà attrezzato un ulteriore spazio attrezzato all'aperto a disposizione dei bambini, in modo da restituire in copertura lo spazio sottratto al giardino.

Innovativa anche la strategia organizzativa degli ambienti interni. «Dopo esserci confrontati con i responsabili della didattica - continua Russi - abbiamo optato per una struttura a piana completamente libera. Non ci sono pilastri e l'organizzazione strutturale del fabbricato è risolta sui bordi. Questo perchè abbiamo capito che la geografia degli spazi all'interno di un asilo deve essere molto flessibile. Ora si tratta di studiare un sistema di arredi che permetta di gestire al meglio gli spazi». Al centro un patio funziona come un pozzo di luce capace di portare l'illuminazione naturale anche nel cuore dell'edificio. «L'obiettivo - conclude l'architetto - è quello di non interrompere in nessuna parte della struttura il rapporto con l'esterno».


© RIPRODUZIONE RISERVATA