Progettazione e Architettura

A un team di trentenni un quartiere con 800 case in Belgio

Paola Pierotti

I veneziani Spedstudio e A0 con Maarch vincono il concorso per lo sviluppo di una nuova area urbana ad Aalst in Belgio. Il masterplan riguarda una zona da 40 ettari in cui sarà realizzato un nuovo complesso con 800 alloggi e un parco verde

Tre studi di architetti italiani trentenni sbarcano in Belgio: i veneziani di Spedstudio e A0 con Maarch (studio con base a Milano, Bressanone e Anversa) si sono aggiudicati il concorso indetto dalla città di Aalst per un quartiere di 800 alloggi inserito in un parco di 20 ettari. L'area di progetto, 40 ettari complessivi, oggi libera e strategica per il futuro della città, si potrà avvalere di queste linee di piano e sarà poi sviluppata da developer privati.

«Uno dei componenti dello studio Maarch è belga – racconta Enrico Dusi, socio di Spedstudio –. Insieme abbiamo individuato l'opportunità di questo bando pubblico in cui era previsto l'invito riservato ad alcuni giovani studi. Abbiamo inviato il curriculum e siamo ammessi alla fase progettuale ristretta a cinque gruppi». Così i tre team hanno avuto accesso a una competizione che ricorda molto il target dei concorsi Europan per quanto riguarda l'oggetto a grande scala, e la sfida oltre confine, «ma a differenza del concorso riservato agli under 40 europei – dice Dusi – ad Aalst ci è stato richiesto un book di 80 pagine, con l'approfondimento delle tipologie edilizie, la definizione delle strategie ambientali, dai percorsi ciclo-pedonali alla rete dell'acqua».
Spedstudio, inserito nella classifica Nib dei 10 giovani studi italiani di maggior talento (vedi «Progetti e Concorsi» n. 3/2011), si è occupato dell'impianto tipologico e della struttura del parco, Maarch delle strategie urbanistiche, Studio A0 del tema della sostenibilità.

Dalla sintesi di queste competenze è nato il progetto vincitore, che si fonda su tre elementi cardine: un grande parco come cuore dell'area; tutti gli abitanti vivranno a stretto contatto con il verde; gli edifici saranno flessibili in modo da rispondere alle repentine domande del mondo immobiliare e ai possibili target.

«Lo spazio aperto, il paesaggio, la campagna, i boschi e le valli della prima periferia di Aalst diventano il motore del progetto – spiegano i progettisti – e il supporto concettuale di tutta l'operazione». Il nuovo parco accoglierà in sé un bosco, un parco agricolo e il parco urbano, tutti caratterizzati da una diversa percezione e da un diverso modo di abitare lo spazio. Gli edifici d'altra parte sono stati concepiti in linea con la tradizione europea contemporanea che mette al primo posto la voce della sostenibilità. «A seconda della domanda e dei trend – aggiungono gli architetti – gli edifici potranno essere realizzati in fasi successive senza modificare i principi base che regolano il disegno complessivo». Il masterplan però prevede già un ampio e dettagliato mix di tipologie abitative, sempre connesse al parco e alla rete di percorsi.

«Il concept del progetto – spiega l'architetto veneto – è nato dalla volontà di riproporre il vuoto (quello che c'è oggi) come elemento capace di strutturare il nuovo insediamento. Abbiamo evitato di fare precise scelte architettoniche a favore di un mix di possibilità flessibili, innestate su un complesso sistema di spazi pubblici».

L'attenzione all'ambiente e alle sue risorse si legge esplicitamente in alcune scelte progettuali: le forme architettoniche sono compatte e si cercherà di ridurre al minimo il rapporto tra superficie disperdente e volume riscaldato. L'energia del sole e del vento saranno catturate anche grazie a particolari arredi dello spazio pubblico. Tra i materiali sarà privilegiato l'uso del legno


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