Progettazione e Architettura

Progettazione in crisi:mercato giù, ribassi record

Alessandro Lerbini

Il bilancio 2011 nell'osservatorio Oice: l'anno scorso la domanda di servizi di progettazione è diminuita del 4,8% a 560 milioni. Si tratta del livello più basso degli ultimi cinque anni. Corrono invece i ribassi: la media ora supera il 40%

Lo sprint di dicembre non permette al mercato della progettazione di chiudere il 2011 con numeri in positivo. Il mese scorso, secondo il monitoraggio Oice/Informatel, è stato registrato un incremento del 48,7% nel valore che ha portato il totale del 2011 a un -4,8% rispetto all'anno precedente. Numeri negativi ma sicuramente meno pesanti di quelli del primo semestre, che si era chiuso con un -34,2 per cento.
In tutto il 2011 sono state indette complessivamente 3.827 gare (di cui 424 sopra soglia, -1,8% la variazione con il 2010), per un valore complessivo di 560,1 milioni.
Continuano invece a crescere senza sosta i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: l'ultimo osservatorio ha rilevato uno sconto medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2010, pari al 41,8 per cento.

«I dati del secondo semestre del 2011 mostrano un certo recupero – ha dichiarato il presidente dell'Oice, Gabriele Giacobazzi –. Per il 2012 ci aspettiamo che il Governo sblocchi le grandi opere e permetta alle medie e piccole amministrazioni di riprendere gli investimenti. Ma l'aspettativa più rilevante è per gli assetti di mercato. Segnaliamo da anni che il settore dell'ingegneria e dell'architettura è fortemente penalizzato da una presenza pubblica, che si esplica sotto varie forme, molto invadente e che costringe i liberi professionisti e le società di ingegneria a svolgere la propria attività in un ambito di mercato sempre più ridotto e con compiti e ruoli sempre più marginali. Accogliamo quindi con particolare favore i contenuti della segnalazione dell'Antitrust del 5 gennaio, che ha richiesto al Governo di modificare il codice dei contratti prevedendo un espresso divieto di affidamento in house e ci auguriamo che la sollecitazione sia al più presto accolta dal Governo nell'ambito dei provvedimenti che si stanno adottando sul tema delle liberalizzazioni. Altrettanta soddisfazione esprimiamo – ha continuato il presidente Oice – per l'avvio del corposo lavoro che il Governo sta portando avanti nell'ambito della spending review: anche in questo campo non si può non sottolineare come la permanenza dell'incentivo del 2% del valore dell'opera a favore dei dipendenti tecnici delle stazioni appaltanti rappresenti un vero e proprio "non sense": in quale altro ambito del pubblico impiego si devono incentivare i dipendenti pubblici a fare quello per il quale sono stati assunti»?

A livello continentale, l'Italia è passata dalle 403 gare del 2010 alle 424 del 2011, per un incremento del +5,2 per cento.Nell'insieme dei Paesi dell'Unione europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta, nello stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana: +13,4 per cento. Sempre molto modesta, al 2,7%, la quota italiana sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica. La Francia si attesta al 42,5%, la Germania al 12,1%, la Polonia al 6,3%, la Spagna al 4,5% e la Gran Bretagna 4,1 per cento.
In forte recupero, infine, l'andamento delle gare miste di progettazione e costruzione. Nei dodici mesi del 2011 il valore messo in gara scende solo dell'1%, dopo che il primo semestre si era chiuso con un pesante -52,5 per cento.


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