Progettazione e Architettura

La crisi dei concorsi:
Francia batte Italia 1.310 a 182

Mauro Salerno

Nel 2011 toccato picco minimo da cinque anni a questa parte. I numeri certificano che le amministrazioni continuano a preferire altre strade quando si tratta di selezionare i progetti da portare in cantiere

La parabola dei concorsi tocca il minimo storico. Nel 2011 le competizioni di architettura bandite dalle amministrazioni pubbliche italiane hanno raggiunto il livello più basso da cinque anni a questa parte. Una tendenza che segnala la crisi di un sistema, che pure rimane l'unico disponibile quando si tratta di raggiungere l'obiettivo di organizzare una competizione aperta e trasparente sui progetti, invece che sui nomi dei progettisti, e allo stesso tempo dotarsi di uno strumento utile ad aggregare il consenso sulle ipotesi di trasformazione urbana. I numeri certificano, al contrario, che le amministrazioni continuano a preferire altre strade quando si tratta di selezionare i progetti da portare in cantiere.

Secondo l'osservatorio Oice, l'anno scorso sono stati pubblicati soltanto 182 bandi relativi a concorsi di idee o di progettazione. Si tratta del valore più basso a partire dal 2007 quando il numero delle competizioni di architettura aveva raggiunto quota 286, il picco massimo degli ultimi anni. Da allora solo numeri negativi, con l'unica eccezione del 2010, quando il numero dei bandi ha conosciuto una lieve inversione di tendenza. Tornando all'anno scorso i 182 bandi censiti dall'associazione delle società di ingegneria e architettura hanno messo in palio premi per un totale di 3,48 milioni di euro. Un valore di rilevanza relativa, se si vuole, ma che comunque risulta più che dimezzato rispetto ai 7,8 milioni registrati l'anno prima (-55,4%).

Il risultato è che i concorsi continuano a mantenere un ruolo più che marginale nel panorama della progettazione. Rispetto al mercato complessivo i concorsi rappresentano il 4,8% dei bandi totali, con un valore nell'ordine dello zero virgola (0,6% per la statistica). Imbarazzante il confronto con la patria dei concorsi, la Francia, dove l'anno scorso i progettisti si sono potuti confrontare in ben 1.310 competizioni.


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