Progettazione e Architettura

Gli uffici Eni in una «scultura fluida»

Paola Pierotti

La nuova sede del big italiano dell'energia firmata da Mayne con i romani Nemesi costerà 140 milioni e sarà pronta nel 2015. Alla base del progetto la volontà di realizzare un landmark capace di comunicare il marchio aziendale, ma facile da costruire

Niente torri ma un'architettura-paesaggio. Un edificio fluido con una vocazione scultorea nel suo sviluppo tridimensionale, ma un'architettura semplice in pianta e in sezione, facile da costruire e capace di comunicare il brand aziendale.
È questo il concept del nuovo headquarter Eni firmato dagli studi Morphosis e Nemesi (si veda articolo in prima pagina) vincitori del concorso indetto un anno fa dalla multinazionale dell'energia per ampliare il centro di San Donato Milanese. Un organismo sistemico che in modo armonico articola le tre torri-ufficio richieste dal bando per la realizzazione del centro direzionale «Exploration & Production» e una quarta torre per Snam.

«Abbiamo lavorato sul concept proponendo un'alternativa ai quattro edifici richiesti dal bando – spiega l'architetto romano Michele Molè –. I nuovi volumi sono stati organizzati intorno a uno spazio vuoto che è diventato il vero cuore del progetto». Per Nemesi e Morphosis la piazza è l'espressione del nuovo headquarter, «rappresenta il carattere di democraticità e trasparenza».
Come una sorta di erosione gli architetti hanno immaginato un edificio-città che si genera intorno a uno spazio vuoto, area di distribuzione dell'intero headquarter.

Altro tema del progetto Nemesi-Morphosis è la comunicazione del marchio aziendale, realizzato attraverso un progetto che nasce dal suolo. «Nella definizione del progetto – continua Molè – abbiamo voluto comunicare il processo produttivo che caratterizza la ricerca dell'azienda: la trasformazione del gas in energia. In pianta non si vedono i tre oggetti separati ma un unico elemento che genera una traiettoria e che, come un fluido dinamico – spiega Susanna Tradati, altra partner dello studio Nemesi – simboleggia la trasformazione della materia in energia». Architettura metamorfica la definiscono gli architetti. «Anche in alzato si può apprezzare il continuum architettonico: i volumi salgono, fino a raggiungere i 50 metri della torre più alta, e poi si abbassano – dice Molè – dove si trovano le aree comuni e gli spazi pubblici».

I colori del marchio Eni saranno ripresi nelle facciate dell'edificio. «I brisoleil vetrati e serigrafati saranno parzialmente colorati, dal giallo al rosso della fiammata – spiega Molè – riprendendo il logo del cane a sei zampe. I brisoleil saranno colorati solo nello spessore in modo tale da enfatizzare i riflessi e mostrare un effetto di vibrazione». L'ala riservata a Snam sarà caratterizzata invece dalla presenza del colore azzurro, quello del gas. I brisoleil saranno orientabili e girevoli e seguiranno l'orientamento solare.
L'intervento sarà sviluppato su una superficie di 65mila mq con un costo previsto di 140 milioni. Oltre agli uffici sono previsti anche un auditorium modulare, una biblioteca, un ristorante e spazi dedicati ai bambini. Anche per l'edificio Snam, altri 10mila mq, sono previsti uffici e altre funzioni, compreso un altro auditorium e un altro ristorante.
Ai progettisti vincitori del concorso di progettazione sarà affidato l'incarico fino alla progettazione definiva, poi sarà messo in gara l'esecutivo e la realizzazione dei lavori.


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