Progettazione e Architettura

Relooking per la villa
del Novecento in Toscana

Francesca Oddo

Lo studio di Firenze Fabbricanove ha rinnovato gli interni di una villa signorile di inizio Novecento a Pieve Santo Stefano (Ar)

Siamo a Pieve Santo Stefano (Ar), in Valtiberina. Una giovane coppia decide di far rivivere una villa signorile di inizio ‘900 . La linfa che la riporta in vita è l'intervento di ristrutturazione in chiave contemporanea realizzato da Fabbricanove, lo studio di Enzo Fontana, Giovanni Bartolozzi e Lorenzo Matteoli con base a Firenze. Il loro progetto si inserisce nel cuore della villa con garbo, eleganza e attenzione alla memoria della struttura originaria, introducendo un linguaggio attuale che dialoga con la preesistenza senza produrre fratture, anzi creando nuove opportunità di vivere lo spazio. «Il lavoro su Villa Alma è anche il frutto di una complicità maturata con la committenza - spiega il team -, attenta e in sintonia con le nostre idee sullo spazio domestico, che ci ha dato l'opportunità di superare la rigidezza dell'impianto spingendoci a soluzioni a volte nette a volte capillari. Inoltre il contributo degli artigiani, tutti di alto profilo e di grande sensibilità, è stato determinante nel controllo della qualità dei numerosi dettagli».
L'obiettivo è stato quello di rendere gli spazi della villa più fluidi e flessibili, sia in orizzontale sia in verticale; i progettisti hanno così individuato nel soggiorno e nella scala interna due cuori attraverso i quali rigenerare l'ambiente.
La nuova immagine del soggiorno è affidata a una teoria di pannelli dotati di un rivestimento continuo che corre lungo le pareti ospitando il camino, i mobili, le sedute, le vetrine, alcuni punti di illuminazione, la libreria, senza soluzione di continuità: «una sorta boiserie incastrata come uno scrigno tra i solai e le pareti», affermano i progettisti, ma anche «un super-mobile che con un gesto unico restituisce una identità forte a questo ambito della casa». L'idea è quella di creare un vuoto attraverso il quale poter stabilire nuove relazioni visuali, nuove modalità di vivere e percorrere lo spazio. Non ambienti chiusi, quindi, o frammentati, ma ariosi, capaci di interagire fra loro creando rinnovate occasioni di fruizione dello spazio domestico. In verticale è la scala che esprime la volontà di trasformazione della casa: simile a un «setto a tutt'altezza punteggiato da forature passanti e nicchie luminose, diviene una parete attrezzata e insieme una super-lampada». Catalizzando poi la luce naturale, la scala incoraggia l'interazione fra accenti luminosi diversi, disegnando un interno dai toni caldi, intimi, rassicuranti. All'esterno, i parapetti in corten alludono e anticipano la nuova vocazione della villa al dialogo fra memoria e contemporaneità.
L'intervento di Fabbricanove, ancora ai primi lavori, testimonia in maniera già molto chiara l'approccio progettuale del trio under 40, che rivela qualità di equilibrio, sintesi e buon gusto.


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