Progettazione e Architettura

Nuovo concorso per Bocconi

Paola Pierotti

A caccia della firma per realizzare un centro polivalente per lo sport e per servizi per gli studenti


La Bocconi rilancia il contemporaneo. A tre anni dall'inaugurazione della nuova sede milanese firmata dalle irlandesi Grafton Architects tra viale Bligny e via Roentgen, l'Ateneo milanese ha inviato in questi giorni a un numero selezionatissimo di architetti una lettera di invito per un nuovo concorso.
L'oggetto è la riqualificazione dell'area dell'ex centrale del latte, acquisita da qualche anno da Bocconi con l'intento di ampliare le proprie strutture e di realizzare un polo di servizi a servizio del campus universitario. Del tema se ne parla da tempo, ma ora il concorso è partito davvero. Entro Natale i progettisti invitati riceveranno il materiale per lavorare al progetto. Secondo indiscrezioni potrebbe trattarsi di un centro polivalente per lo sport, senza escludere spazi per residenze dedicate agli studenti.
La Bocconi consolida la sua struttura di campus metropolitano. Sedi storiche e spazi nuovi si integrano nel tessuto urbano e lo rendono vivo col pulsare della vita universitaria.
L'ultimo edificio realizzato in ordine di tempo è proprio quello firmato da Shelley McNamara e Yvonne Farrel. Le due socie delle studio Grafton Architect nel 2001 hanno vinto il concorso indetto dall'Università e hanno realizzato un landmark urbano apprezzato e premiato dalla critica. Geometrie d'impatto, spazi sospesi, illuminazione naturale e recupero di materiali della tradizione locale adattati con lo stile contemporaneo in una struttura che accoglie l'intero corpo docente e una grande aula magna, una sorta di teatro per mille posti a sedere.
Questo edificio marca la continuità tra la città e il suo Ateneo, a conferma di una tendenza iniziata già nel 1941, con la realizzazione del primo edificio dell'attuale campus.
«Nessuno degli edifici della Bocconi, tutti opera di importanti progettisti – aveva rimarcato il presidente dell'Università, Mario Monti, oggi Presidente del Consiglio – è mai stato costruito con il solo scopo di creare nuovi spazi per la vita universitaria; ciascuno di essi si è posto come una parte integrante dell'area cittadina. Il nostro campus è l'espressione urbanistica e architettonica della visione culturale della Bocconi, caratterizzata da innovazione e avanguardia, ma anche di una vocazione internazionale che l'Università ha in comune con la città».


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