Progettazione e Architettura

Ingegneri vs geometri, stop sulle strutture

Massimo Frontera

Una «Carta» per vigilare sul confine tra le competenze di ingegneri e geometri sulla progettazione. A poco più di due mesi dall'ultima sentenza della Cassazione che conferma lo stop ai geometri nella progettazione di edifici in cemento armato (anche di modeste dimensioni), l'Ordine degli ingegneri parte alla carica, ai massimi livelli. Sarà infatti il presidente del Cni, Gianni Rolando, intervenendo domani 7 giugno a Verona, a dare un valore simbolico nazionale al decalogo promosso dall'Ordine di Verona, che nei prossimi giorni sarà sottoscritto anche dal Comune scaligero (si veda la sintesi nel box a fianco). «Gli ingegneri – sottolinea il punto 5 del decalogo, vero cuore della Carta – non possono eseguire il calcolo delle strutture di un progetto architettonico se questo viene eseguito da tecnici diplomati oltre i loro limiti di competenza». In altre parole, da ora in poi, l'Ordine promette di bloccare immediatamente un'irregolarità ampiamente abusata, non solo in ambito locale, che rischia di diventare prassi. «Non è tanto una questione di conflitti di interessi professionali – ci tiene a precisare Ilaria Segala, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Verona – è soprattutto una questione di sicurezza dei cittadini». «Ci sono stati casi di irregolarità – ammette Segala – di cui abbiamo avuto notizia anche dalle amministrazioni pubbliche; in quei casi abbiamo chiamato il nostro iscritto all'Ordine per approfondire». Ora comincia la "linea dura": il professionista colto sul fatto sarà richiamato puntualmente dall'Ordine. Anche altri Ordini di Marche e Piemonte, anticipa Segala, si stanno muovendo sulla stessa linea per responsabilizzare i propri iscritti. Anche alla pubblica amministrazione si chiede di fare la sua parte. «L'amministrazione – prosegue il presidente degli ingegneri di Verona – dovrebbe controllare ma spesso non lo fa, salvo poi incappare nella nullità del contratto». La Carta prende spunto dalla sismicità che caratterizza, in vario grado, quasi tutto il territorio nazionale. «Per tale motivo – si legge nel decalogo – l'ingegnere si impegna a svolgere con la massima diligenza il proprio compito». «Fin dal progetto di massima – prosegue il testo – la progettazione deve partire con la collaborazione di tutto il team multidisciplinare: progettista architettonico, strutturista, impiantista. La forma geometrica dell'edificio, infatti, incide in maniera dirimente in caso di evento sismico, così come i fori necessari agli impianti o la posizione dei pilastri». Responsabilità vengono ricordate anche al committente, che deve «nominare un ingegnere strutturista per svolgere il calcolo sismico di un edificio». In realtà, corregge il presidente Segala, «a tale compito può essere qualificato anche un architetto strutturista». Gli uffici tecnici comunali, sottolinea sempre la Carta, «non sono solo sportelli presso i quali si depositano progetti e richieste di autorizzazione edilizia (...) ma sono enti responsabili, tenuti a verificare la competenza dei professionisti che firmano la documentazione».Gli ultimi tre punti del decalogo richiamano tutte le parti a vigilare sulla filiera della produzione. «Abbiamo voluto ribadire prescrizioni già indicate nelle norme tecniche sulle costruzioni (Dm 14 gennaio 2008, ndr)», conclude Segala.


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