Progettazione e Architettura

Sfide sui progetti, è nero il primo semestre 2011

Per architetti e ingegneri ci sono sempre meno concorsi a disposizione sul mercato italiano.
Nei primi sei mesi dell'anno sono stati promossi 92 bandi contro i 108 dello stesso periodo del 2010, pari a un calo del 14,8 per cento. Diminuisce anche l'incidenza che i concorsi hanno sull'intero panorama delle gare riservate ai professionisti: pesano il 4,3%, un punto in percentuale in meno rispetto al primo semestre dello scorso anno.
Analizzando i dati generali di Oice/Informatel, nonostante il recupero di giugno (+21,4% per il valore), il periodo gennaio-giugno si chiude con un pesante -34,2 per cento.
Il mese scorso sono stati rilevati 300 avvisi (di cui 41 sopra soglia) per un importo complessivo di 40 milioni (27,7 sopra soglia). Rispetto a un anno fa il numero dei bandi scende del 7,4% (+10,8% sopra soglia e -9,8% sotto soglia) e il loro valore cresce del 21,4% (+32% sopra soglia e +2,7% sotto).
Dall'inizio dell'anno sono stati pubblicati 2.129 avvisi (di cui 222 sopra soglia) per un valore complessivo di 242,9 milioni (164,4 sopra soglia).
Il confronto con il primo semestre 2010 è fortemente negativo: mentre il numero delle gare sale del 4,9% (+8,8% sopra soglia e +4,5% sotto), il valore scende del 34,2% (-43,3% e -1,4%). Rispetto alla media del valore messo in gara nei primi sei mesi degli ultimi cinque anni, nel 2011 si perdono più di 145 milioni, non tenendo conto della dinamica inflativa settoriale. «I dati del primo semestre 2011 confermano le peggiori previsioni dei mesi scorsi – rileva il neopresidente dell'Oice, Gabriele Giacobazzi – e, nonostante l'emergenza economica che attraversa il Paese, chiediamo che riprendano gli investimenti in infrastrutture soprattutto delle amministrazioni periferiche, per ridare fiato alle piccole e medie strutture del nostro settore. Purtroppo, però, le evidenze degli interventi del Governo di queste ultime settimane depongono sfavorevolmente rispetto a un rilancio del settore: da una parte si introducono nel mercato elementi di opacità e di scarsa concorrenza, dall'altra si rafforzano riserve di attività in capo al settore pubblico».Al.Le.


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