Progettazione e Architettura

A Sesto riparte Renzo Piano Il nodo inchieste

Massmiliano Carbonaro

Il nuovo proprietario dell'area ex Falck conferma
l'architetto genovese. Ma sul maxi progetto si abbatte l'indagine per corruzione legata a Penati

Alla base c'è sempre il progetto di Renzo Piano per il recupero delle aree ex Falck di Sesto San Giovanni. Nel passaggio dalla Risanamento di Luigi Zunino al gruppo guidato dall'immobiliarista Davide Bizzi non è venuta meno la firma dell'archistar genovese su un intervento di riqualificazione sui circa 1,3 milioni di mq.
L'INCHIESTA IN CORSO
Ma sul dibattito politico avvenuto in Consiglio comunale nei giorni scorsi, prima tappa dell'adozione prevista entro settembre, è scoppiato il ciclone tangenti; proprio a Sesto San Giovanni; proprio sulle ex aree Falck. La scorsa settimana sono state eseguite perquisizioni nell'ambito di un'inchiesta disposta dalla Procura di Monza che vede indagate una quindicina di persone, tra cui spicca il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Filippo Penati. Penati è indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito dei partiti per fatti risalenti al 2001-2002, quando era sindaco di Sesto. Indagato anche l'assessore Pasqualino Di Leva (subito dimessosi)con deleghe ai rapporti con aziende, enti o società partecipate, oltre che all'edilizia privata. Sotto inchiesta anche alcuni imprenditori. Secondo la Procura, sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro (per circa 2 milioni di euro) per agevolare il rilascio di concessioni o per influire sul Pgt.
Il NUOVO MASTERPLAN
L'attuale proprietà dell'area, che l'aveva rilevata da Luigi Zunino, ha appena definito anche i suoi vertici. Nuovo presidente della Sesto Immobiliare è stato eletto Piero Gnudi, Mario Resca è vicepresidente. Amministratore delegato è stato confermato Davide Bizzi. Il progetto volta pagina sul braccio di ferro che Zunino aveva ingaggiato con l'amministrazione lamentando volumetrie insufficienti. Il masterplan di Renzo Piano è stato rimodulato nella distribuzione delle volumetrie. Vengono infatti ridotte quelle che l'architetto Piano definiva le "Case alte", grattacieli per lo più residenziali che dovevano essere più di 20, e che invece saranno dimezzati. L'amministrazione ha chiesto lo spostamento di queste torri verso la parte più vicina al costruito sestese, per essere invece realizzate nella parte nord dell'area Falck ai confini con il parco. Novità anche per l'utilizzo degli edifici caratteristici, ricordo dell'attività industriale. Il loro recupero sarà ancora più accentuato: è il caso del T5, il Laminatoio, una sorta di lunghissimo hangar di 28mila mq che avrà al suo interno una scuola, una piscina e del produttivo/terziario. Un altro edificio, tutto in cemento e acciaio, l'Omec, diventerà un mercato coperto. Resta da definire la sorte della "Pagoda", la struttura in acciaio più caratteristica dell'intero comparto che conteneva il forno elettrico. Alta circa 30 metri e sviluppatasi su una superficie di 10mila mq con 4 campate, doveva diventare il museo d'arte moderna. Confermato il parco da 450mila mq.
L'investimento è stimato in 3,7 miliardi di euro, di cui 237 milioni di euro di oneri di urbanizzazione, 68 milioni per il parco Falck, 19 milioni di opere di compensazione per la parte commerciale e 57 milioni di opere a standard.
L'area consente una slp tra 700 e 900mila mq circa in base allo sfruttamento di premialità sulle prestazioni energetiche e la qualità architettonica degli immobili. Il 40% circa delle destinazioni sarà dedicato al residenziale, stessa quota di terziario (tra commercio e uffici).
Date le dimensioni dell'intervento, l'operatore non procederà da solo allo sviluppo. È già certa la presenza delle cooperative che dovrebbero costruire un lotto di edilizia convenzionata da 200mila mq di slp.
«Il progetto – dice il vicesindaco Demetrio Morabito – vede il raggiungimento degli obiettivi strategici che abbiamo inseguito in questi anni: le aree per i due nuovi parchi Falck e della Valle del Lambro, la stazione a ponte, il mix di funzioni tra terziario, produttivo e residenziale, con particolare attenzione alle fasce deboli per le case, il recupero dei beni storici della città delle fabbriche». La nuova stazione ferroviaria, anche questa progettata da Renzo Piano, consentirà lo scavalco del tracciato ferroviario per connettere la parte nuova con la Sesto storica.


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