Progettazione e Architettura

La «quota rosa» è già realtà


In Italia l'architettura è una professione da declinare sempre più al femminile. Lo rimarca con enfasi il rapporto Cresme che rileva come il 40,1% degli architetti italiani sia rappresentato da donne. Andando a ritroso nelle serie storiche si scopre che si tratta di un numero cresciuto negli ultimi anni, visto che nel 1998 meno di un architetto su tre era donna (31,2%). «Si tratta di un fenomeno tutto italiano – sottolinea Bellicini – che non ha riscontri negli altri Paesi europei».
Così come è più accentuata che in altri paesi europei la differenza di reddito che separa le colleghe donne dai professionisti uomini. «Basti dire che per la cassa previdenziale la differenza tra reddito professionale medio di uomini e donne arriva all'80% a favore dei primi». Un dato che non sembra destinato a stravolgimenti nel medio periodo visto che anche nel 2009, in base agli ultimi dati disponibili, Inarcassa segnala che gli uomini, con un reddito medio di 28.249 euro, continuano a guadagnare all'incirca il 70% in più delle colleghe, la cui media di reddito è scesa fino a 16.434 euro.
«Questo fenomeno – si legge nel rapporto sulla professione – comporta, per i dirigenti, la necessità di attente riflessioni». Perché la discrepanza sui redditi «è legata indissolubilmente al problema della tenuta dei sistemi previdenziali». La priorità è quella di eleborare «politiche che permettano di conciliare i tempi di lavoro con quelli della famiglia, oltre a un riallineamento reddituale», in modo da permettere alle donne «di guadagnare di più e meglio».
Altra questione sottolineata nel dossier è quella della rappresentanza. Le donne rappresentano solo il 27% dei consiglieri, mentre sugli oltre 100 ordini provinciali soltanto 10 presidenti sono donne. Infine, «il consiglio nazionale appena rinnovato conta una sola presenza femminile su 15 commissari».


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